Notturni d’arte/ La città sotto la città

8 Agosto 2013 By Redazione

Giunti alla XXVII edizione, i Notturni d’Arte, organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e realizzati con il contributo della Cassa di Risparmio del Veneto, sono dedicati proprio alla scoperta dell’antica Padova.
Nel 1987 in seguito a lavori di ristrutturazione di Palazzo Montivecchi, attuale sede Antonveneta – Banca Monte dei Paschi di Siena e della Fondazione Antonveneta, all’angolo tra via Verdi e via Dante è emerso un consistente palinsesto urbano con importanti evidenze archeologiche, valorizzate con la costituzione di un’area archeologica, uno dei pochi siti di proprietà privata accessibile e visitabile a Padova. Un sondaggio in profondità eseguito per esigenze statiche, immediatamente a ridosso delle fondazioni del muro perimetrale occidentale dell’edificio prospiciente via Dante, ha messo in evidenza la faccia esterna di una struttura muraria in cui erano riutilizzati elementi lapidei e fittili d’età romana e un tratto di pavimentazione in mattoni romani, per lo più frammentati, anche questi di riutilizzo; rinvenimenti che hanno indotto la Soprintendenza Archeologica del Veneto ad effettuare un’indagine ricognitiva che ha permesso di individuare, in un’area relativamente limitata, una serie di strutture sovrapposte il cui arco cronologico supera abbondantemente il millennio, tra cui una strada romana di I sec. a.C.. Una scoperta straordinaria: la strada, realizzata in basoli di trachite dei Colli Euganei, si conserva per un ampio tratto, dove rimangono ancora ben visibili i solchi tracciati dalle ruote dei carri, segno tangibile di una prolungata frequentazione di questo asse viario in epoca romana. La strada era fiancheggiata da marciapiedi, non conservati in situ, e sul margine della carreggiata, poco al di sotto del piano di calpestio, è stata individuata una conduttura idrica (fistula) di piombo di notevole robustezza. Durante i lavori di scavo, inoltre, sono stati scoperti i resti di un muro in mattoni con una mezza anfora segata interrata accanto, riconducibile alla fase romana e le fondazioni di una struttura seminterrata nella sede della strada, forse un ambiente per la conservazione di liquidi o derrate, datata ad età alto-medievale, epoca in cui la strada sarebbe stata quindi in disuso. Il rinvenimento più recente è la fondazione di un edificio d’età basso-medievale, probabilmente una “casa-torre”, simile a quella, tuttora conservatasi pressoché per intero poche decine di metri più a nord, sempre sul lato orientale di via Dante, all’angolo con il vicolo dei Dotto.

Anche sotto Palazzo della Ragione si sono conservate testimonianze importanti che consentono di seguire la crescita stratigrafica della città: addentrandosi nelle tre gallerie realizzate per motivi di sicurezza tra 1991 e 1992, due longitudinali e una trasversale, è possibile camminare in corrispondenza del “piano di calpestio” dell’epoca romana, ammirare il pavimento musivo a tessere bianche e nere di una domus romana di I-II sec. d.C.; si vedono ancora i resti del tetto fatto con tegole e coppi, crollato in seguito ad un incendio che distrusse l’abitazione, già abbandonata. Si distinguono poi fondamenta e alzati di abitazioni tipiche della Padova medievale, come case torri, case-forti, ed altri edifici, alcuni di notevoli dimensioni, forse di uso pubblico che furono distrutti per fare spazio al Palazzo. Di particolare interesse sono poi i resti di un pozzo e di un cantinone, un ampio spazio sotterraneo utilizzato per molti anni come discarica; s’ipotizza che fosse una delle celle delle Antiche Galere, precedenti le Carceri delle Debite. Sono visibili anche i resti di una strada, tracce di pavimento in argilla e un piccolo focolare.
L’appuntamento è alle ore 21 in via Verdi 15.
Biglietti 3 euro, da acquistare in prevendita da sabato 27 luglio presso gli uffici del Settore Attività Culturali in via Porciglia 35, dal lunedì al venerdì 8-16, sabato 8-13, con possibilità di acquisto la sera stessa della visita, nel caso in cui i biglietti fossero ancora disponibili.