Lisario o il piacere infinito delle donne

27 Novembre 2014 By Elena Bottin

Lisario Morales è muta a causa di un maldestro intervento chirurgico, legge di nascosto Cervantes e scrive lettere alla Madonna. Quando non può opporsi alla violenza degli adulti, dorme e da mesi, ormai, è immersa in un sonno profondissimo, dal quale nessuno riesce a destarla. Fino all’arrivo di Avicente Iguelmano, medico fallito giunto a Napoli per rifarsi una reputazione nelle colonie. Avicente riuscirà a richiamarla alla vita risvegliandone i sensi nel modo più ardito e conturbante. In un’infiammabile Napoli vicereale, fra rivolte, capipopolo, assassini, ermafroditi e banchieri, i destini di Lisario e Avicente intrecceranno quelli di Jacques Colmar, maestro di scena, e Michael de Sweerts, illustre pittore. Donne mutate in statue e in cadavere, crisi economica, mercenari del sesso e del potere, razzismo omosessuale: è del primo Seicento che qui si racconta o di noi e di oggi?