L’ingegneria che diventa musica

7 Giugno 2013 By Elena Bottin

Dalle parole di uno dei massimi esperti di musica elettronica, prof. Alvise Vidolin, direttore del Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova e del prof. Giovanni Marchesini, già Magnifico Rettore della stessa Università, una serata dedicata alla Live Electronics.
Dalla seconda metà del Novecento la musica ha radicalmente trasformato il proprio linguaggio, legandosi profondamente alla tecnologia e alla scienza. I paradigmi scientifici sono divenuti motivi ispiratori di nuovi sistemi compositivi. Negli anni Cinquanta la ricerca scientifica in ambito ingegneristico ha prodotto strumenti tecnologici per l’analisi e la sintesi del suono, i quali hanno stimolato una rivoluzione sostanziale nel pensiero musicale: si è passati dall’organizzazione del suono alla costruzione del segnale audio attraverso la sintesi. Negli anni Settanta il live-electronics (elaborazione in tempo reale di segnali audio: voce e strumenti musicali acustici) ha contribuito a rendere familiare a molti compositori il sostanziale cambiamento di paradigma maturato in ambito ingegneristico. Così come un pilota d’aereo manovra dalla sua plancia – durante il volo – tutti gli equipaggiamenti (meccanici ed elettronici) del velivolo e come il direttore d’orchestra controlla mediante la gestualità – durante il concerto – l’esecuzione dei diversi musicisti, così l’interprete di live-electronics elabora mediante calcolatori elettronici appositamente programmati e interfacce uomo-macchina più o meno evolute – durante la performance – il segnale audio prodotto dagli altri musicisti