Libertà e Massoneria

11 Ottobre 2013 By Elena Bottin

Il dibattito sulla libertà iniziò con le origini stesse della civiltà occidentale; fu nella Grecia classica che il problema venne posto, sul piano politico e individuale e il cittadino divenne protagonista, con scelte autonome condizionate esclusivamente da leggi e consuetudini. E’ necessario partire dalla storia, dai suoi echi, per comprendere appieno cosa accade oggi e gli scenari che si proiettano nel futuro. Alla libertà, a quello che è considerato il valore principe di una civiltà degna di questo nome e alla sua “tenuta” negli orizzonti del mondo globalizzato, è dedicata la conferenza Libertà e Massoneria. La possibilità della libera scelta fu contestata dai Sofisti ai quali replicò prima Socrate e in seguito Aristotele, nell’Etica nicomachea”, spiega il Professore Luigi Pruneti, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia. “Il dibattito ha poi animato il Cristianesimo coinvolgendo pensatori e teologici quali Agostino, Scoto Eriugena, Tommaso, Erasmo e Lutero, ha attraversato il Rinascimento, il Contrattualismo, il Criticismo, l’Illuminismo ed è stata motivo di riflessione per i Romantici e gli Idealisti, per i Marxisti e gli esistenzialisti; Kirchegard – sottolinea ancora Pruneti – la circoscrisse su un piano meramente individuale, mentre per Nietzche “libera” è l’accettazione della vita nella sua fatalità necessaria, fino al punto che libertà ed “amor fati” vengono a coincidere. Di sicuro, e oltre le riflessioni filosofiche – conclude il Gran Maestro – l’uomo moderno considerò la libertà un sommo bene da difendere strenuamente e spesso, nel suo nome, s’immolò con la vita”.