Le abitudini alimentari padovane nel Settecento
18 Gennaio 2016Nell’agorà del Centro culturale Altinate San Gaetano si tiene l’incontro “Le abitudini alimentari padovane nel Settecento”, relatrice Francesca Fantini d’Onofrio, direttrice dell’Archivio di Stato di Padova.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito della mostra “Food. La Scienza dai semi al piatto”, aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2016 al Centro culturale Altinate San Gaetano.
“L’intervento della studiosa- sottolinea l’assessore alla Cultura Matteo Cavatton – permetterà di approfondire tematiche relative al cibo secondo un taglio storico: il pubblico sarà accompagnato nella Padova del Settecento, alla scoperta di tradizione e innovazione”.
Francesca Fantini d’Onofrio illustrerà, anche con la proiezione di immagini di documentazione originale, la cosiddetta rivoluzione agricola, che, nel Settecento, si attua a Padova con la diffusione delle coltivazioni del riso, del grano saraceno, del mais e della patata, dovuta alla maggiore resa della raccolta rispetto a quella del frumento e della segala. Il mais diventa l’alimento principale delle famiglie contadine e dei ceti umili della città, mentre nella dieta del ceto medio-alto aumenta il consumo di carne bovina, ovina, suina e avicola. Tra le abitudini alimentari padovane trova sempre più spazio il consumo del pesce conservato, a discapito di quello fresco ostacolato dalle problematiche del trasporto. Il sistema commerciale padovano si organizza in difesa della produzione locale controllando le importazioni dai territori delle province limitrofe. Un ruolo importante viene svolto dalle Corporazioni (Fraglie) e dalle Istituzioni pubbliche preposte alla verifica sulla provenienza e qualità dei cibi.
La mostra “Food. La Scienza dai semi al piatto” è prodotta dal Comune di Padova in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e il sostegno di AcegasApsAmga, Padova Promex, Alì Aliper, ideata da Codice. Idee per la cultura e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, l’esposizione indaga il mondo del cibo con estrema serietà scientifica, ma con una forte componente ludico-gastronomica in grado di affascinare i visitatori di tutte le età.
Il progetto è curato dal chimico Dario Bressanini, docente presso l’Università dell’Insubria, divulgatore scientifico, collaboratore di varie testate giornalistiche, radiofoniche e televisive.
“Food. La Scienza dai semi al piatto” affronta il complesso tema del cibo con metodologia scientifica ma con un approccio divulgativo: i singoli elementi che arrivano ogni giorno nei nostri piatti vengono “sezionati” negli elementi principali e poi analizzati nel dettaglio. Il visitatore, attraverso l’esposizione di preziosi semi che escono per la prima volta dalle più importanti banche dei semi italiane, scopre così che cos’è davvero la biodiversità, i cambiamenti in corso e le azioni/iniziative volte a preservarla. Un percorso tra scenografiche immagini al microscopio, video didattici e giochi interattivi: partendo da dove tutto inizia, il seme, il visitatore arriva al piatto finito.
Inizialmente il visitatore viene coinvolto in un viaggio nel tempo e nello spazio degli alimenti che caratterizzano la nostra cucina come il riso, il caffè, il cacao e la pasta, per scoprirne le storie intricate e le difficoltà incontrate prima di essere integrati nei nostri ricettari. Al termine di questo viaggio, il visitatore è invitato a una riscoperta sensoriale del cibo e dei molti elementi – dall’ambiente alla psicologia – che ne influenzano il consumo. Ampio spazio è dedicato alla cucina, alla comprensione del funzionamento degli elettrodomestici, alle ricette di diverse epoche storiche, messe a confronto per capire il diverso approccio al cibo nel corso dei secoli e infine agli errori più comuni che si compiono in cucina e al modo migliore per evitarli. Lungo il percorso della mostra il visitatore trova poi una serie di pannelli che spiegano ad esempio come conservare gli alimenti in frigorifero a come preparare la maionese perfetta.
La mostra si conclude con una sezione dedicata ai sensi, dove originali exhibit interattivi conducono il pubblico a scoprire come essi possono influire sulla percezione del gusto.