La voce di Impastato

6 Novembre 2013 By Elena Bottin

L’opera cinematografica ha l’intento di ricordare, a 35 anni dalla scomparsa di Peppino Impastato, la tenacia del suo giornalismo d’inchiesta. L’attivista ha segnato un solco nel contrasto a Cosa Nostra per due principali motivi: è l’unico rappresentante dell’antimafia italiana nato in una famiglia mafiosa ed ha affrontato il “cancro” della criminalità tra le mura di casa, essendo suo padre Luigi Impastato affiliato a Cosa Nostra. Il lungometraggio è stato realizzato dal regista friulano Ivan Vadori ed è un viaggio nell’Italia attraverso i testimoni che hanno conosciuto direttamente e indirettamente l’attivista siciliano barbaramente ucciso dalla Mafia il 9 maggio 1978. Nel lungometraggio di 70 minuti e ambientato ai nostri giorni, si ripercorronno i momenti salienti della vita di Impastato: all’età di 15 anni Peppino, dopo l’uccisione dello zio Cesare Manzella (boss mafioso), decise di lottare fino al suo ultimo respiro per contrastare Cosa Nostra e il suo strapotere.