La strage di Caiazzo, 13 ottobre 1943

28 Aprile 2015 By Valentina

La sera del 13 ottobre 1943, sulle colline di Caiazzo presso Caserta, alcuni soldati della Wehrmacht, guidati da un giovane sottotenente, trucidarono in modo gratuitamente efferato ventidue civili italiani, nella quasi totalità donne e bambini. La strage scomparve dalla memoria collettiva per quasi mezzo secolo e solo nel 1988, a seguito di fortuite circostanze e dell’iniziativa di un coraggioso ricercatore italoamericano, la Procura di Santa Maria Capua Vetere aprì un procedimento penale per scoprirne movente e autori. Il processo si concluse nel 1994 con la condanna all’ergastolo di due dei responsabili: resta l’unica sentenza in Italia da parte di una Corte d’Assise, e non di un Tribunale militare, di condanna di criminali nazisti. A raccontare una vicenda storica e giudiziaria davvero agghiacciante e coinvolgente è il pubblico ministero che ebbe un ruolo determinante nel processo. La sua è una testimonianza fondamentale per il recupero della memoria dello spietato episodio, ma anche una riflessione sulla giustizia e sulle logiche della ragion di Stato che portarono Alleati e autorità italiane a insabbiare la vicenda.

Oggi in Archivio Antico di Palazzo Bo si terrà la conferenza dal titolo “La strage di Caiazzo, 13 ottobre 1943”. Sarà questa l’occasione per presentare il volume di Paolo Albano e Antimo Della Valle sulla caccia ai criminali nazisti nel racconto del pubblico ministero. Dopo il saluto del Rettore Giuseppe Zaccaria, intervengono: Paolo Albano, autore del volume, Giovanni Focardi storico del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità, il magistrato Carlo Nordio, Procuratore aggiunto alla Procura di Venezia. Coordina Carlo Fumian, Direttore del centro per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea.

Paolo Albano è entrato in magistratura a venticinque anni e ha lavorato alle Procure di Venezia, Santa Maria Capua Vetere e Napoli occupandosi di reati in tema di terrorismo, camorra e ambiente. Attualmente è procuratore capo della Repubblica al Tribunale di Isernia. Nel dicembre del 2005 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria della città di Caiazzo per aver contribuito quale pubblico ministero alla condanna degli autori dell’eccidio.