La lista di Bergoglio

16 Ottobre 2013 By Elena Bottin

All’indomani dell’elezione non mancarono, come peraltro facilmente prevedibile, i ben informati pronti a lanciare pesanti accuse su una presunta connivenza o quanto meno acquiescenza di Jorge Maria Bergoglio sul regime dittatoriale argentino. Voci, supportate da fotografie poi dimostrate false, che peraltro di fronte a ricostruzioni più documentate si dissolsero nel giro di pochi giorni. Oggi però possiamo dire qualcosa di più in merito, grazie a un reporter di Avvenire, Nello Scavo, che si è recato per mesi sul campo, in Argentina, a caccia della verità. Con risultati impressionanti.
Interverranno Enzo Pojana rettore della basilica del Santo
Roberto Papetti direttore de Il Gazzettino
L’Autore
L’appassionante inchiesta di Scavo dimostra che Bergoglio, lungi dall’essere stato connivente o passivo, mise in salvo quanti poté, preti e laici, cattolici come lontani dalla fede, a costo di elevati rischi personali e con stratagemmi talora rocamboleschi. E fu il cardinale di Buenos Aires, a dittatura finita, a farsi voce della richiesta di perdono da parte della chiesa per le sue responsabilità in quella «guerra sporca». Giornalista di origine catanese, Nello Scavo vive a Como. È cronista di Avvenire e si occupa di criminalità e terrorismo internazionale. È autore di diverse pubblicazioni. È in corso di traduzione la versione portoghese, inglese, spagnola, ungherese, francese, croata e tedesca del volume, che sarà diffuso in 40 paesi.