La cultura in Unione Sovietica
12 Aprile 2016Vittorio Strada rifiuta l’opinione diffusa secondo cui il tema “cultura e totalitarismo nell’Urss” si possa concentrare sullo stalinismo e ritiene che lo stalinismo non costituisca un fenomeno ideo-politico a sé, ma sia un momento specifico dello sviluppo del sistema sovietico.
Strada attraverso eventi sconosciuti, ma rilevanti e significativi, che sono certamente il presupposto delle persecuzioni di Stalin e Zdanov, delinea la formazione di un sistema complesso basato anche su un’egemonia intellettuale abilmente congegnata.
Questa linea critica permette così di capire la costruzione di quelle entità chiamate “cultura sovietica” e “civiltà sovietica” che sono durate fino al crollo del 1991. Non solo, attraverso questa analisi Vittorio Strada fa capire perché il sistema sovietico sia stato il maggior esperimento totalitario di risonanza mondiale che ha trasformato profondamente la realtà storica in cui è nato e ha operato.
Vittorio Strada è nato a Milano nel 1929. Allievo di Antonio Banfi, ha perfezionato i suoi studi a Mosca (Letteratura sovietica 1953-1963, 1964). È stato curatore della rivista «Russia» e collaboratore del «Corriere della Sera». L’interesse per la letteratura russa, e in particolare sovietica, si è progressivamente esteso anche ai temi dell’attualità politica e sociale di quel paese.
Tra i suoi scritti: Tradizione e rivoluzione nella letteratura russa (1969 e 1980), Letteratura e rivoluzione (1973), Le veglie della ragione. Miti e figure della letteratura russa da Dostoevskij a Pasternak (1986), Simbolo e storia. Aspetti e problemi del Novecento russo (1988), La questione russa. Identità e destino (1991), Il fascismo russo (1998), Autoritratto autocritico. Archeologia della rivoluzione d’Ottobre (2004), EuroRussia. Letteratura e cultura da Pietro il Grande alla rivoluzione (2005), La rivoluzione svelata. Una lettura nuova dell’ottobre 1917 un’altra prospettiva (2007), L’etica del terrore. Da Fëdor Dostoevskij a Thomas Mann (2008), Lenin, Stalin, Putin. Studi su comunismo e postcomunismo (2011), Umanesimo e terrorismo nel movimento rivoluzionario russo. Il «caso Nechaev» (2012), Europe. La Russia come frontiera (2014).
Oltre che traduttore, è anche curatore dell’edizione italiana di scritti di Lenin, Trockij, Lukács, Bachtin e altri.