Incontro con Carlo Callegari

6 Febbraio 2013 By Alessandra

Movimento Sugarpulp equivale a dire ormai divertimento puro. Carlo Callegari, padovano classe 1972 ci narra di questa male assortita banda che, sullo sfondo di una Padova periferica e noir come non mai tra sparatorie, inseguimenti e tradimenti venderà cara la pelle per sopravvivere e in qualche modo arricchirsi. Come tutti i romanzi brevi che si distinguono di questo movimento la storia poggia su una trama semplice e scorrevole: Claudio Bambola (si chiama proprio cosi!), poliziotto infiltrato della narcotici, a causa di uno scambio andato male e di un omicidio si vede alle costole una banda di mafiosi russi, i fratelli Makarovic pronti a farlo secco alla prima occasione. Il nostro protagonista messo alle corde decide di allearsi con due delle persone che lui stesso voleva incastrare da infiltrato: Tony Piccolo detto il Nano (notare l’ironia) e Il Boa, al secolo Silvano Magagnin. Dialoghi scoppiettanti, al limite del grottesco per un terzetto ai limiti dell’assurdo : i punti di forza di tale storia sono proprio questi. Un nano pistolero, un poliziotto infiltrato ed un ex tossico ora svaligiatore di appartamenti in perenne crisi mistica ; solo una mente sugarpulpiana poteva partorire simile squadra e con ottimi risultati. La storia è piacevole e riesce abilmente a descrivere il territorio sdoganando molti dei punti cardine dell’hard boiled classico e del noir: ironico, esilarante e con tanta azione che tiene alta la tensione, La banda dei tre è una piacevole scoperta che non sfigurerebbe come possibile sceneggiatura tarantiniana divertendo il lettore dalla prima all’ultima pagina.