In una conchiglia

10 Aprile 2013 By Elena Bottin

Vivo in una specie di conchiglia di metallo, stoffa e similpelle, una sedia con le ruote che mi porta in giro e non mi impedisce di conoscere, capire e partecipare. Sono vissuta in una famiglia numerosa, ho molti amici e tendo a conservare i legami, a scoprire negli altri quello che è bello e unico. In fondo, la mia conchiglia è immersa in un mare di presenze differenti e splendide, di colori e e movimenti, di riflessi luminescenti. Posso nuotare, quasi volare, basta che riesca ad utilizzare la creatività, un po’ di coraggio e l’amore per la vita. In queste pagine descrivo gli oggetti che mi contengono, mi fanno muovere, facilitano l’incontro. Racconto delle persone che ho conosciuto e che, almeno per me, sono particolari e straordinarie, lo faccio cercando l’essenziale, perciò i miei ritratti potrebbero somigliare a dei piccoli cammei.
Marilena Rubaltelli vive a Padova dove è nata il 4 maggio del 1954. Disabile dalla nascita, non può usare gli arti e si è laureata in psicologia nel 1982, specializzata in sessuologia e in logoterapia. Nel 2005 ha pubblicato la prima opera di narrativa con Edizioni Messaggero Padova dal titolo: Non posso stare ferma, da cui Terepia-Il Teatro di Figura ha tratto uno spettacolo intitolato Quant’è preziosa la vita, replicato 6 volte in varie città italiane. Esercita da anni la professione di psicologa e consulente.