Il pensiero visivo. Verso altri orizzonti del reale
16 Settembre 2015Dopo un’inaugurazione di successo, più di 300 i presenti alla vernice di giovedì 10 settembre, prendono il via i cinque incontri d’approfondimento legati alla mostra d’arte contemporanea “Affinità Elettive” organizzati dalla curatrice Silvia Prelz. Primo appuntamento giovedì 17 settembre alle ore 18.00 con la giornalista e storica dell’arte Sergia Jessi Ferro che nell’incontro dal titolo “Il pensiero visivo. Verso altri orizzonti del reale” darà una presentazione critica delle due protagoniste, Maria Pia Camporese e Carla Rigato. L’approfondimento di Sergia Jessi Ferro su Maria Pia Camporese comprenderà la presentazione della tesi di laurea dell’artista in Comunicazione Visiva sostenuta nel 2005 allo IUAV di Venezia che ha avuto come relatrice la Professoressa Angela Vettese. La tesi, dal titolo “Arte e Malattia con una riflessione sull’opera di Chen Zhen”, è una meditazione che può essere originata solo ed unicamente da una forte esperienza personale. Il lavoro è costituito di due parti, la prima è un’opera visiva composta da una serie di fotografie che trattano in modo molto personale e inedito della malattia intesa come limite del corpo. Le immagini fotografiche, scattate per andare oltre il confine della corporeità, verranno presentate in mostra nella loro versione originale. La seconda parte della tesi indaga la poetica di un artista cinese, Chen Zhen, il cui lavoro è diventato particolarmente significativo per il percorso di ricerca della Camporese. La presentazione critica su Carla Rigato comprenderà invece la presentazione della sua prima importante monografia “Il richiamo della creazione” (Editioriale GiorgioMondadori, 2015). Il volume, con introduzione di Giovanna Giusti Galardi e presentazione di Giulia Sillato, raccoglie oltre 120 opere legate in un racconto che alterna fotografie delle sue opere pittoriche e installative a immagini di vita privata e a cronache fotografiche di viaggi. Particolarmente sentiti emotivamente quelli in India e Cina, i viaggi nelle opere della Rigato diventano metafore di vita e del continuo divenire; generano quelle immagini interiori a cui l’Artista attinge e traduce in getti di puro colore su tela con gesto impulsivo, veloce, istintuale, senza regole e senza leggi prima che il respiro ne smorzi la fiamma creativa. Come sottolinea Giovanna Giusti Galardi nel testo introduttivo, nelle tele della Rigato gli elementi fondanti dell’armonia cosmica – fuoco, aria, acqua, terra – rispondono al “richiamo della creazione”.