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  29/05/2014            21:00
G.K. Chesterton, un mistico pratico

G.K. Chesterton, un mistico pratico


Un gruppo di studenti di Lettere dell’Università di Padova ha invitato due tra i maggiori esperti dello scrittore inglese.


In Italia è conosciuto quasi soltanto come autore della famosa serie di romanzi polizieschi che hanno come protagonista Padre Brown, e relegato perciò ad autore di letteratura per ragazzi o d’evasione. Eppure, basta leggere anche solo uno dei gialli di G.K. Chesterton (1874-1936) per rendersi conto che in essi sono idee che si scontrano e non semplicemente buoni e cattivi. Sparsa nei suoi romanzi, articoli di giornale e saggi vi è una filosofia completa e vitale, legata in intima unità. La sua antropologia è un contributo originale e particolarmente significativo per approfondire il significato dell’uomo e della sua ragione e il suo rapporto con il mondo e con la verità. Per questo motivo, un gruppo di studenti di Lettere dell’Università di Padova ha invitato due tra i maggiori esperti dello scrittore inglese per l’incontro con
Edoardo Rialti docente di Letteratura alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale
Annalisa Teggi dottore di ricerca in letteratura comparata e saggista
Fu il grande sociologo dei mezzi di comunicazione Marshall McLuhan a definire Chesterton «un mistico pratico». A chiarire il concetto, ecco le letture preferite dello scrittore inglese: il Vangelo, Giobbe, Stevenson, Whitman, Chaucer, Dickens, Browning, Samuel Johnson, Defoe, san Tommaso, i fioretti di san Francesco, e ovviamente gli “eretici”: Shaw, Wells, Kipling… Ma a far bella mostra di sé era soprattutto il mitico “Bradshaw”, ovvero l’orario dei treni inglesi. «Tenete per voi il vostro Byron che commemora le disfatte degli uomini. Io verserò lacrime d’orgoglio leggendo l’orario delle ferrovie» scriveva GKC in L’uomo che fu giovedì.
Edoardo Rialti è dottore in letteratura italiana, e dottorando di ricerca presso l’Università di Firenze. Insegna Letteratura alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale e all’Istituto Teologico di Assisi. È studioso e traduttore dell’opera di Chesterton, Tolkien, C. S. Lewis, T. Howard e Michael O’ Brien. Ha recentemente curato e tradotto “Narnia ed oltre: i romanzi di C. S. Lewis” di T. Howard, e il romanzo “Il Libraio” di M. O’ Brien. Di prossima pubblicazione presso San Paolo è la sua traduzione dell’ultimo romanzo di M. O’ Brien, “L’isola del mondo.”
Annalisa Teggi è dottore di ricerca in letteratura comparata e come saggista si occupa di studi danteschi anglo-americani: nel 2009 ha tradotto e curato una nuova edizione dell’Epistola a Cangrande di Dante (Raffaelli editore). È traduttrice di prosa e poesia di lingua inglese, in particolare delle opere di Gilbert Keith Chesterton: nel 2008 è stata autrice della prima traduzione esistente de La ballata del cavallo bianco e ha recentemente pubblicato una nuova traduzione di Uomovivo (Lindau editore). Attualmente collabora con la rivista Tempi, curando una rubrica chestertoniana intitolata «Tremende bazzecole».

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