Federica Negri legge Simone Weil
29 Aprile 2013Federica Negri (1972) Laureata in filosofia morale all’Università di Padova, ha conseguito il dottorato in “Storia delle scritture femminili” presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” in cotutela con l’Université “Charles De Gaulle – Lille III”. Si è occupata a lungo del pensiero di Simone Weil e attualmente collabora con la cattedra di “Storia della filosofia”. Autrice di lavori su Simone Weil (numerosi articoli e la monografia, La passione della purezza. Simone Weil e Cristina Campo, Padova 2005), e di altri saggi su Cristina Campo, Lou Salomé, Merleau-Ponty, Alain
Simone Adolphine Weil (Parigi, 3 febbraio 1909 – Ashford, 24 agosto 1943) è stata una filosofa, mistica e scrittrice francese, la cui fama è legata, oltre che alla vasta produzione saggistico-letteraria, alle drammatiche vicende esistenziali, dalla scelta di lasciare l’insegnamento per sperimentare la condizione operaia fino all’impegno come attivista partigiana, nonostante i persistenti problemi di salute. Vicina al pensiero anarchico e all’eterodossia marxista, ebbe un rapporto diretto, sebbene conflittuale, con Lev Trotsky. In seguito legò sempre più se stessa all’esperienza della sequela cristiana, pur nel volontario distacco dalle forme istituzionali della religione, per fedeltà alla propria vocazione di presenziare fra gli esclusi. La strenua accettazione della sventura, tema centrale del suo pensiero maturo, fu insieme all’attivismo una costante delle sue scelte di vita, mosse da una vivace dedizione solidaristica, spinta fino al sacrificio di sé. La sua complessa figura, successivamente accostata a quelle dei santi, divenne celebre anche grazie allo zelo editoriale di Albert Camus, che dopo la morte di lei, a soli 34 anni, ne divulgò le opere.