Dirigente delegato a sicurezza urbana e contrasto sociale alle mafie

30 Maggio 2017 By Elena Bottin

L’Università degli Studi di Padova ha istituito per la prima volta e in esclusiva il DDSU – il Dirigente Delegato a Sicurezza Urbana. Il DDSU affianca il Sindaco nell’ambito delle competenze in materia di sicurezza nelle aree urbane ed è infatti il Sindaco che, secondo le nuove norme, viene investito di competenze relative alla Sicurezza nelle Città che riguardano la micro e macro-criminalità, prevenzione di infiltrazione mafiose e derive terroristiche. Per questo motivo l’Ateneo patavino propone il Corso di Alta Formazione offrendo un percorso di formazione specifico inerente lo sviluppo di una qualificazione professionale sul piano culturale, etico, disciplinare, didattico, metodologico, progettuale, gestionale e organizzativo, in materia di prevenzione delle relazioni sociali criminose e mafiose e in risposta ai mutamenti internazionali che caratterizzano l’attuale crisi sociale. La presenza della criminalità in un territorio comporta il sostenimento di pesanti costi sociali ed economici da parte della collettività. Tra questi emergono alcuni problemi ormai particolarmente impegnativi per la vita civile: devianza, droga e tossicodipendenza, gioco d’azzardo, sfruttamento sessuale, sfruttamento minorile, traffico di armi, inquinamento ambientale e traffico di rifiuti tossici.

Sono tutte patologie che ingaggiano manodopera tra le fila di coloro che sono relegati tra le schiere dei disperati e nella zona grigia dei privilegiati che li sfruttano. L’infiltrazione mafiosa nel tessuto economico legale, infatti, che passa attraverso il riciclaggio e la corruzione, ha trovato nel fenomeno del trafficking un valido supporto per tutte le iniziative di lucro che destabilizzano il territorio, sul quale si insediano le istanze più complesse dei conflitti da cui i flussi migratori originano.

Uno stereotipo diffuso collega illegalità, criminalità e mafia alla questione meridionale e ai Paesi stranieri che hanno perso nel corso del Novecento la propria identità culturale (Giappone, Cina, Russia, Paesi dell’Europa dell’Est e dell’America Latina). È invece sempre più evidente che il fenomeno interessa anche tutto il territorio italiano e buona parte di quello europeo. La complessità di tale quadro è legata alla perdita per un verso degli equilibri economici e per l’altro ideologici che hanno regolato il secolo breve e in siffatto scenario il problema della sicurezza urbana assume una valenza specifica, in quanto la gestione del rischio terroristico si interseca con la degradazione sociale derivante anche dalla crisi economica degli ultimi anni.

La letteratura scientifica internazionale al riguardo è poco sviluppata, in compenso la discussione italiana è estremamente avanzata. La presenza della criminalità organizzata e della mafia su un territorio produce negazione di diritti fondamentali, tra i quali: la negazione della libertà d’impresa, del principio dell’uguaglianza; distrugge l’ambiente e minaccia la salute umana, mettendo a repentaglio la vita democratica. Le esigenze di gestire il problema a livello che collochi la dimensione locale in quella internazionale (“glocal”) è quindi sempre più sentita, specialmente rispetto alle questioni relative alla sicurezza, legata tanto alla illegalità diffusa e alla criminalità locale quanto ai flussi migratori e alla destabilizzazione politica derivante dalla guerra mediorientale.

Essendo l’Italia il territorio in cui la criminalità assume un profilo cruciale nella geografia del Mediterraneo a causa dei flussi migratori, è possibile affermare che occuparsi di questo problema significa rispondere tanto a istanze locali (municipali) quanto europee.

Mercoledì 31 maggio dalle ore 9.00 al Aula magna Cesare Musatti al Polo di Psicologia in via Venezia 8 a Padova si terrà la presentazione del corso di alta formazione e si illustreranno i temi che saranno svolti dal DDSU in un confronto aperto al pubblico che vede tra i relatori Vincenzo Milanesi Direttore FISPPA, Ines Testoni, Direttore del Corso di Alta Formazione, Paolo Borrometi, Giornalista AGI, Carlo Pieroni, DIA Direzione Investigativa Antimafia, Vittorio Rizzi, Direttore Centrale Direzione Centrale Anticrimine, Ferdinando Imposimato, Presidente On. Corte di Cassazione,  e Nazzareno Gabrielli, Direttore  generale Banca Popolare Etica.