Crescita urbana, consumo di suolo e degrado del patrimonio
8 Aprile 2013La crescita economica di un paese comporta sempre il trasferimento
di fattori produttivi da settori economici a bassa produttività a settori
economici a elevata produttività. Da questo punto di vista, il consumo
di suolo può essere considerato un elemento fisiologico della crescita
e non si può stabilire a priori se sia eccessivo. La crescita urbana può
avvenire però con modalità diverse che possono causare fenomeni di
spreco del suolo. Al contempo, la dispersione insediativa può generare
dei costi sociali e ambientali che generalmente non sono considerati
nella pianificazione territoriale. Allo stato attuale delle conoscenze
risulta complesso quantificare il grado di artificializzazione del territorio
in Italia e le dinamiche del fenomeno. I dati ottenuti analizzando varie
fonti informative paiono indicare che in Italia negli ultimi anni l’aumento
delle superfici artificiali non sembra essere giustificato dalla crescita della
popolazione o del prodotto interno lordo procapite. Inoltre le modalità
stesse con cui gli insediamenti residenziali e produttivi sono andati
diffondendosi ha causato in taluni casi un forte degrado della qualità del
paesaggio anche a ridosso di beni culturali di grande importanza storica e culturale.
Interviene: Prof. Tiziano Tempesta del Dipartimento di Territorio e SistemiAgro-Forestali
Università di Padova