Conversazione sulla ceramica nell’antichità

10 Ottobre 2013 By Elena Bottin

Il riferimento al passato sarà presentato attraverso la documentazione di alcuni scavi archeologici, realizzati in città e in altre aree del Veneto. Si potrà così conoscere la storia degli antichi borghi dei “boccalari” padovani, ma anche volgere lo sguardo verso le alture pedemontane, dove piccole officine erano attive già nella protostoria per soddisfare con la loro produzione il mercato locale. Ne è testimonianza “La casa del vasaio” esposta alla mostra Venetkens (Palazzo della Ragione fino al 17/11), di cui Francesca Veronese è co-curatrice. Tutto ciò a ribadire che la ceramica è fragile e nello stesso tempo indeperibile, una sorta di “fossile guida” per gli archeologi, come scrive Francesca Veronese nel testo in catalogo. “…un “coccio” molto spesso può rivelarsi più importante dei manufatti integri, perché attraverso le sue fratture e le sue superfici può fornire indicazioni sui materiali utilizzati, sulle tecniche di lavorazione, sulle caratteristiche decorative e, in qualche caso fortunato, perfino sui processi di produzione…..i semplici “cocci” diventano i tasselli che permettono agli studiosi di ricostruire quegli aspetti del passato a cui l’uomo non ha inteso conferire alcun grado di intenzionalità. La ceramica si configura dunque come una “testimonianza involontaria della storia”, dall’altissimo potenziale informativo.”