Come vincere la guerra di classe
1 Ottobre 2013A partire dagli spunti provocatori che emergono dal volume il dibattito vuole offrire l’opportunità di incontrare un’interprete di primissimo piano delle esplosive conflittualità sociali esistenti e disegnare i contorni di una proposta alternativa fondata sul principio dell’equità e della partecipazione democratica in un dialogo aperto con le piattaforme che le reti della società civile globale stanno già costruendo: dai movimenti per l’acqua in centroamerica a piazza Tahrir, dal Social Forum al movimento degli Indignati, dalle lotte contro il land-grabbing ai distretti italiani di economia sociale. Nel lavoro di Susan George, democrazia, beni comuni e società civile sono parole d’ordine antiche riempite di significati innovativi, specialmente dove si oppongono alle antitesi speculari avvallate dalla retorica neoliberista: oligarchia, appropriazione privata delle risorse e tecnocrazia. Saranno presenti: Susan George, Presidente del Transnational Institute, politologa, economista; Marina Mancin, Assessore alla Cooperazione Internazionale Comune di Padova; Fabio Laurenzi, Presidente COSPE; Ugo Biggeri, Presidente Banca Popolare Etica.
Susan George non è solo una delle interpreti più acute e radicali della crisi attuale. La sua capacità unica di cogliere distintamente gli scenari di conflittualità scatenati dalle politiche neoliberiste imperanti, infatti, è il risultato di un percorso appassionante di impegno intellettuale e civile, che ha saputo affiancare all’analisi rigorosa e documentata un impegno crescente all’interno delle reti della società civile internazionale e locale, mostrando la compenetrazione ormai ineludibile di teoria e impegno, globalità e contestualizzazione. Da ormai 30 anni, COSPE è un attore impegnato coerentemente in questo percorso, a fianco dei partner nei Paesi del Sud e del Nord del pianeta, per la promozione della democrazia su scala globale, della dignità del lavoro e dell’uguaglianza di diritti e opportunità per tutti. Dalla critica del regime del debito imposto dalle istituzioni finanziarie internazionali, fino alla pratica globale dei beni comuni a partire dalla valorizzazione delle esperienze locali, COSPE si è impegnato ad articolare un’azione efficace sul territorio, per rispondere a bisogni precisi e istanze determinate, accompagnata da una presenza effettiva di advocacy a fianco dei grandi movimenti sociali globali. Accomunati dalla lotta per un modello di sviluppo alternativo, Susan George e COSPE si sono già incontrati nel sostegno alle cooperative recuperate dai lavoratori argentini in risposta alla crisi, nella partecipazione ai successivi Forum Sociali Mondiali, da Porto Alegre a Tunisi passando da Dakar, e nell’attivazione di una rete di società civile a cavallo fra le esperienze dell’Europa e del Mediterraneo, capace di costruire democrazia partecipativa su scala internazionale. A questo fine, Susan George e COSPE forniscono da anni un contributo prezioso di esperienze e riflessione all’interno dei comitati promotori di Terra Futura e di Firenze 10+10. Il dibattito sarà arricchito dal contributo di Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica, che da sempre si pone come esempio della possibilità di scardinare i meccanismi della finanza internazionale, ponendo a guida dell’agire finanziario un forte riferimento a principi etici, di equità, democrazia e trasparenza. In risposta alla provocazione lanciata dal magnate della finanza Warren Buffet e presa come spunto da Susan George: “C’è una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo”, si fa sempre più importante la risposta di un’esperienza virtuosa e di partecipazione come quella di Banca Etica, che si pone in un dialogo costruttivo con i meccanismi della finanza per reinventarli.
Susan George, presidente del Transnational Institute
Instancabile ricercatrice franco-americana di fama mondiale, Susan George è stata fra le prime ad investigare e denunciare con veemenza i legami fra povertà, debito, giustizia sociale e (sotto)sviluppo. Attualmente dirige il Transnational Institute (TNI) di Amsterdam, che lei stessa ha contribuito a fondare. Oppositrice storica delle politiche neoliberiste dell’OCSE, del WTO e del FMI, Susan George ha partecipato ai movimenti di Seattle del 1999, a seguito dei quali ha contribuito al lavoro di ATTAC, di cui è stata vicepresidente. Ha inoltre fatto parte del comitato direttivo di Greenpeace International e di Corporate Europe Observatory. Ha pubblicato 14 libri in diverse lingue, fra cui in particolare si ricordano How the other half dies: the real reasons of world hunger; La Trappola del Debito; Un altro mondo è possibile se; Whose Crisis? Whose Future?, e Come Vincere la Guerra di Classe, che le sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali e due lauree honoris causa. Collabora con importanti testate fra cui The Nation, Le Monde Diplomatique, El Pais.