Cieli antichi: visita alla Specola e all’Oratorio San Michele

26 Agosto 2013 By Elena Bottin

Le viste avranno luogo ogni mezz’ora, a partire dalle 19.30 e fino alle 23.00; ritrovo presso vicolo Osservatorio n. 5. Ubicato in piazzetta S. Michele di fronte al Castelvecchio l’Oratorio di S. Michele è, oggi, ciò che resta della chiesa dedicata ai Santi Arcangeli, una delle più antiche della città. Fu fondata in epoca bizantina (sec. VI-VII), su un’area che in epoca romana era destinata presumibilmente a necropoli; nella facciata prospiciente l’odierna piazzetta San Michele, un tempo il sagrato, rimangono ancora visibili alcuni reperti, come una lapide. Ulteriori informazioni provengono da saggi di scavo condotti dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto nel 2001, che hanno portato alla scoperta di una struttura sotterranea con volte a crociera in mattoni e un ossario. Nel 1390, durante la lotta tra i Carraresi e le truppe viscontee asserragliate nel castello di fronte alla chiesetta, un incendio devastò parte dell’edificio, ma la chiesa fu prontamente ristrutturata per volontà di Francesco il Novello da Carrara e ampliata con la costruzione della Cappella dedicata a S. Maria; risale a questi anni, al 1397, la decorazione pittorica della cappella per mano di Jacopo da Verona, come attestato dalla lapide dedicatoria ancora in situ. Anche la Specola è un luogo ricco di storia. La torre fu eretta per volere del tiranno Ezzelino III da Romano alla metà del 1200, sui resti di un’antica postazione di avvistamento del X secolo. Inizialmente luogo di prigionia, tortura e morte per oltre 10mila padovani, come riferiscono le cronache dell’epoca, fu poi trasformata, nel Trecento, in torre difensiva dai Carraresi, signori di Padova, che la inglobarono nel castello cittadino. Nei secoli successivi, sotto il dominio della Serenissima, visse poi un lento declino, assieme a tutta l’area circostante. Solo nel XVIII secolo rinacque a nuova vita, giacché fu scelta come sede del nuovo osservatorio che la Repubblica di Venezia aveva decretato di realizzare per l’Università di Padova. In questi 250 anni

Specola

l’Osservatorio Astronomico di Padova, ora una delle principali strutture di ricerca dell’Inaf-Istituto Nazionale di AstroFisica, ha continuato a produrre ricerca di alta qualità a livello internazionale, e dal 1994 ha aperto alla città il suo nucleo più antico, la torre appunto, trasformandola in museo astronomico.Come ormai da tradizione, anche in occasione di questi Notturni d’Arte 2013 l’Osservatorio Astronomico propone al pubblico l’apertura serale del suo museo, affiancandovi anche una piccola mostra a tema dal titolo Cieli Antichi, che presenta al pubblico, attraverso i testi e le immagini di alcuni libri cinque-seicenteschi, le conoscenze astronomiche della Padova antica; un’occasione anche per ricordare i grandi astronomi dell’epoca classica, come Ipparco e Tolomeo.