Chiamatemi Giuseppe
26 Febbraio 2019“Chiamatemi Giuseppe”
le parole e la vita di Padre Giuseppe, medico e missionario, si raccontano a Padova
presentazione del libro
Martedì 12 marzo 2019 ore 17.00 – 19.00
Archivio Antico Università di Padova, Palazzo Bo – Via 8 febbraio 1848, 2 – Padova
Con la partecipazione di Giovanna Ambrosoli, Don Dante Carraro, Padre Egidio Tocalli, Tiziano Vecchiato
Modera: Paolo Possamai, Direttore de Il Mattino di Padova
Introduce Rosario Rizzuto, Magnifico Rettore Università degli Studi di Padova
L’ospedale oggi, grazie al lavoro quotidiano della Fondazione Ambrosoli che porta avanti l’opera di padre Giuseppe, rappresenta l’unica struttura sanitaria per un’area geografica poverissima e isolata che annualmente accoglie e cura in media 50.000 persone, mentre la scuola di ostetricia è riconosciuta dal Ministero della Sanità Ugandese come una delle migliori scuole del Paese, contribuendo allo sviluppo del ruolo sociale della donna quale importante strumento di empowerment femminile (in 60 anni si sono diplomate più di 1.300 ostetriche).
“CHIAMATEMI GIUSEPPE” è un bellissimo viaggio alla riscoperta delle virtù semplici e straordinarie di padre Giuseppe Ambrosoli. Un libro ricco di storie appassionanti e di testimonianze di chi nella vita lo ha incontrato e da allora non l’ha più dimenticato per le sue grandi capacità umane e imprenditoriali che incarnano valori oggi più che mai attuali e importanti.
“Fedele all’ideale comboniano, padre Giuseppe Ambrosoli ha vissuto per salvare l’Africa con gli Africani, i suoi 32 anni di vita missionaria in Uganda sono stati la migliore testimonianza che è possbile dare spazio alla piena responsabilità degli Africani” – dichiara Giovanna Ambrosoli, presidente della Fondazione Ambrosoli – “Oggi con la Fondazione diamo continuità all’opera di padre Giuseppe assicurando alle popolazioni bisognose del Nord Uganda l’accesso ai servizi sanitari di cura e prevenzione, con forte vocazione alla salute materno-infantile, e promuovendo la formazione medica e manageriale locale per accompagnare l’ospedale verso il traguardo dell’autonomia. Investire sulla salute della popolazione e nella formazione del personale medico locale è il miglior investimento per il futuro di un Paese”
In 20 anni di impegno quotidiano la Fondazione ha raggiunto importanti obiettivi sul piano della cura: 1.000.000 di pazienti curati, di cui oltre 300.000 bambini al di sotto dei 5 anni; 60.000 parti assistiti; 35.000 interventi chirurgici. Solo negli ultimi 10 anni sono stati mandati a Kalongo 50 tra medici e specializzandi, personale tecnico sia a titolo volontario che retribuito, mentre negli ultimi 8 anni, grazie a borse di studio, si sono diplomati 40 professionisti tra ostetriche e lauree specialistiche in medicina e management. Inoltre la Fondazione supporta l’ospedale nel rinnovamento delle strutture usurate dal ventennale conflitto civile per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e nel fabbisogno corrente e potenziamento dei servizi sanitari, condizione imprescindibile per lo svolgersi quotidiano delle attività.
La Fondazione è impegnata in Italia nell’attività di raccolta fondi per incrementare il proprio sostegno all’ospedale e alla scuola di ostetricia, a diffondere la conoscenza della figura e l’opera di Padre Giuseppe e a sensibilizzare l’opinione pubblica sul diritto alla salute troppo spesso negato in Uganda come in molti altri paesi dell’Africa sub sahariana.
Infatti, in un Paese in cui la capacità di spesa della popolazione è praticamente nulla e i fondi governativi limitati, il fabbisogno economico per garantire la continuità dei servizi e la qualità delle prestazioni erogate è elevato. I costi correnti dell’ospedale sono coperti solo per un 7% dalle tariffe dei pazienti, mentre i fondi stanziati dal Governo ugandese costituiscono l’11% delle entrate. All’82% del fabbisogno finanziario concorrono le donazioni private ormai provenienti in gran parte dalla Fondazione per l’esaurirsi di progetti internazionali dopo la fine della guerra.