Castelli e mura

21 Maggio 2015 By Valentina

Per il terzo appuntamento con “Urbs Ipsa Moenia 2015. Conferenze sulle fortificazioni”, il Ciclo di conferenze a cura del Comitato Mura di Padova, Francesca d’Arcais presenta “La reggia ritrovata. Decorazioni parietali del Castello carrarese: un “nuovo” pittore alla corte di Francesco il Vecchio”.
La conferenza di Stefano Tuzzato e Edi Pezzetta dell’8 maggio ha confermato ancora una volta come in epoca carrarese, in modo particolare dopo i grandi lavori di ricostruzione voluti da Francesco il Vecchio e attuati dall’architetto Niccolò della Belanda fra il 1374 e il 1378, il castello di Padova sia stato non solo una importante struttura militare, ma anche e forse più ancora una grande reggia, che nulla aveva da invidiare a quella costruita anni prima da Ubertino e successivamente ampliata e arricchita dallo stesso Francesco I. Come quella, secondo i contemporanei non aveva paragoni fra i castelli signorili del tempo.Scoperte in tempi diversi, in occasione dei lavori di restauro e ristrutturazione intrapresi dall’Osservatorio e dall’Università, o per caso all’interno del carcere, oppure infine nel corso delle campagne sistematiche di ricerca da parte della Soprintendenze dopo la dismissione della parte più consistente del complesso da parte dell’amministrazione carceraria, sono state individuate le decorazioni a fresco di almeno sedici diverse sale, senza contare i frammenti che testimoniano come anche nelle parti di servizio, ma pure all’esterno il complesso fosse interamente decorato, sia pure con semplici motivi geometrici.

Francesca d’Arcais, storica dell’arte la cui autorevolezza per quanto riguarda l’arte figurativa del Trecento in area non solo veneta è ben nota, ne offre per la prima volta una panoramica per quanto possibile completa, istituendo qualche utile confronto con la decorazione della reggia carrarese. Per soffermarsi poi in particolare sulla più importante e meglio conservata delle decorazioni, quella della stanza di Luigi il Grande, re d’Ungheria, storico alleato dei carraresi nelle guerre contro Venezia. Sala caratterizzata, oltre che dalle grandi insegne e cimieri del re, anche dalle uniche figure umane venute finora alla luce nel castello, se si eccettua una madonna col bambino, nota dagli anni Trenta del Novecento. Si tratta di due teste femminili, ben conservate, e di una maschile, purtroppo mutila, poste nella fascia che corona in alto le pareti della sala. Al tempo della scoperta, nel 2007, si sono fatte varie ipotesi sul loro possibile autore. Ora Francesca d’Arcais ritiene di averne individuato la probabile figura e ne parlerà per la prima volta al pubblico in questa occasione.