Bicentenario di Alberto Cavalletto
8 Ottobre 2013Alberto Cavalletto fu uno dei padovani più insigni del XIX secolo. Tra i più decisi difensori di Venezia, scampato all’impiccagione ma condannato dagli austriaci a sedici anni di carcere duro come cospiratore, Cavalletto fu il coordinatore del “Comitato dell’Emigrazione politica dal Veneto-Friuli in Piemonte” e in tale veste può considerarsi il regista dell’ unione del Veneto all’Italia. Interverranno l’assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio, il “Centro Sudi Alberto Cavalletto” di Padova, la Delegazione Triveneta degli Ordini Dinastici di Casa Savoia e il periodico “Opinioni Nuove“.Al saluto dell’assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio, sei studiosi si alternerano a scandagliare altrettanti aspetti dell’attività politica del patriota padovano, coordinati da Giovanni Silvano dell’Università di Padova. Per primo lo storico padovano Luigi Vasoin De Prosperi traccerà un profilo biografico di Cavalletto, seguito da una riflessio di Sandro Gherro, già ordinario all’ateneo patavino, sulla “questione romana” tra Cavalletto e Angelo Volpe. Il pensiero politico di Alberto Cavalletto e le riflessioni di Andrea Gloria saranno invece al centro dell’intervento di Giulio De Renoche, presidente del centro studi intitolato proprio a Cavalletto. Concluderanno il pomeriggio le relazioni di Gilda Mantovani, del Sistema Bibliotecario del Comune, sugli scritti di Cavalletto in Biblioteca Civica; di Piero Fracanzani, delegato triveneto Aicods, sulla Società Casino Pedrocchi nel Risorgimento e infine di Michele Pietro Ghezzo, dell’University of Western Australia, su alcune imperfezioni nella biografia di Cavalletto.