Basta l’onore?

24 Aprile 2013 By francesca delpozzo

Il giuramento sulla Repubblica da parte del Presidente della Repubblica non fa parte di un cerimoniale privo di significato, ma è sancito dalla Costituzione, in particolare dall’art. 91. La fedeltà alla Costituzione, infatti, non presuppone solo una osservanza della legge, ma l’appartenenza ad essa e, quindi, una fedeltà che si basa sull’onore e sul rispetto della parola data. Tutti hanno il dovere di esser fedeli alla Costituzione (come scritto nell’art.54 della stessa: tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge ), ma per chi svolge un incarico pubblico questo giuramento, formalmente richiesto e previsto, ha un valore aggiuntivo poichè palesa davanti a tutti la necessità che il soggetto rispetti la legge con disciplina e senso del dovere. L’articolo 54 è importante proprio perchè rimanda alla necessità dell’autocontrollo nello svolgimento delle funzioni pubbliche, alla normale diligenza nell’agire, al decoro.

Giampieretti propone un incontro dal titolo L’onore nell’esercizio di funzioni pubbliche per considerare quanto il decoro e l’onore debbano essere considerate parte integrante dell’essere cittadino.

L’appuntamento fa parte del ciclo di incontri proposti dalla quarta edizione della Scuola di Cultura costituzionale dell’Università di Padova diretta da Lorenza Carlassare, Emerito di Diritto costituzionale all’Università di Padova, coordinata da Marco Giampieretti, che ha per titolo La Costituzione e dei suoi principi. Sempre rispettati?