Alle origini del declino italiano: la politica e la cultura
17 Aprile 2013Secondo l’Eurostat l’Italia investe in cultura l’1,1% della spesa pubblica contro una media europea di 2,2%: si pone cioè al penultimo posto su 27 paesi dell’Unione Europea, prima solo alla Grecia. Sempre secondo la stessa fonte, l’8,5% è orientato verso l’istruzione contro il 10,9% degli altri paesi. Secondo “La spesa dello Stato dall’Unità d’Italia. Anni 1862-2009”, studio redatto nel gennaio 2011 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, le voci “istruzione e cultura” incidevano sulla spesa pubblica per il 15% nel 1961 per crollare all’8,7 nel 2009.
È lecito pensare che tra questi dati e il declino del nostro paese possa esistere qualche relazione?
Il seminario fa parte del ciclo di incontri Nodi della storia d’Italia dagli anni Settanta ad oggi organizzato dall’Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dell’Ateneo patavino in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze storiche, geografiche, dell’antichità e di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.
Andrea Graziosi è docente di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli. Dal 2007 al 2011 è stato presidente della SISSCO, Società Italiana per lo studio della storia contemporanea. Attualmente è Presidente del GEV (Gruppo esperti di valutazione) dell’Area di Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche come “Alto esperto di valutazione” dell’ANVUR, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.
Incontro nell’ambito della rassegna ‘Nodi della storia d’Italia, dagli anni Settanta a oggi’.