Alessandro Quasimodo al Festival del Teatro a Scuola di S. Urbano

18 Maggio 2012 By Alessandra

Quasi un bisbiglio mi è giunto all’orecchio: “Quest’anno alla terza edizione del Festival Nazionale del Teatro a Scuola di Sant’Urbano ci sarà anche Alessandro Quasimodo!”

 

Uno, un festival di teatro per ragazzi e due, il figlio di uno dei più grandi poeti italiani. Questo basterebbe per attivare chiunque, direste voi. E così è stato per tante altre persone, la già enorme palestra del Polo Scolastico Loredan di Sant’Urbano sembrava quasi piccola, persone accampate ovunque pur di assistere alla convergenza di questi due eventi straordinari nella stessa serata, giovedì 17 maggio. Dei tre giorni di festival mi sono trovata ad assistere alla seconda serata, venivano presentati i vari “saggi”, le varie interpretazioni delle arti sorelle offerte dai frizzanti ragazzi delle scuole medie di Villa Estense: i professori di lettere, musica e motoria hanno congiunto le forze per creare un tripartito di intelligenze e dare la possibilità ai giovanotti di creare qualcosa di bello, alternando e unendo ove necessario quest’arte sapienziale di coinvolgere il pubblico. Fischi, urla, un ragazzo alla batteria ha scandito la serata a ritmo di rock, gente che va e che viene: sembrava di stare in mezzo a un corridoio di dinamismo assoluto, il palco diventava la finestra al mondo, ognuno diceva la sua, interveniva e si esprimeva col corpo. Molto carini i balletti, la femminilità e l’audacia delle ragazze dimostrano che il teatro non può essere noioso. Ci siamo noi a rallegrarvi – il sunto della serata, i piccoli di Sant’Elena una tenerezza indicibile con la loro bravura a recitare. Potrei continuare all’infinito a descrivervi i colori, i suoni e i movimenti ma bisogna fermarsi un attimo a riflettere: farci contemplare la Bellezza è stato compito del figlio del poeta invitato dal professor Fasson della scuola media di Villa Estense. Ah, il momento più forte è stato quando testi indimenticabili della nostra letteratura come “La sera del dì di festa”, “L’aquilone”, il canto V dell’Inferno, “La pioggia nel pineto” e la bellissima “Lettera alla madre” scritta dal padre Salvatore hanno fatto riecheggiare la loro voce nella sala. Alessandro Quasimodo ha un curriculum di tutto rispetto, taglia taglia faceva a chi lo decantava. E’ una persona umile lui, abituato a vivere all’”ombra” del padre quando invece è un intellettuale di prim’ordine. Un onore per il Festival, i simpatici presentatori hanno salutato il grand’uomo con commozione e la serata si è conclusa con un momento musicale dolcissimo.

Ricordo che non è finita, venerdì 18 sono in programma due dei tre spettacoli in concorso (“Boom” del Liceo Scientifico O. Grassi di Savona e “Bugiardo” dell’Istituto Statale Duca degli Abruzzi di Treviso) e alle 16.30 ci saranno le premiazioni dei vincitori. Una vera e propria competizione sportiva, che suspence! Ed è subito sera quando il tempo passa in fretta per la piacevolezza dell’evento…