’A Cena Con ?’ : Reza Rashidy

22 Gennaio 2013 By Valentina

Una tavolata ospiterà gustosi stuzzichini a tema da condividere con ospiti a cui piace viaggiare in senso ostinato e contrario: come Reza Rashidy, presidente della Casa della Cultura iraniana di Venezia, che seduto al posto di capotavola ci racconterà del suo nuovo appetitoso libro Mi racconto… Ti racconto (Coop Editrice Consumatori) guidandoci alla scoperta dei sapori iraniani con quattro interviste e altrettante ricette da appuntare e portare a casa. Reza sarà intervistato dai ragazzi del Gruppo ROCC, Rete Oltre i Confini di Cittadinanza.
Reza Rashidy nasce e compie gli studi fino al diciottesimo anno di età a Teheran. Nel 1 968 arriva in Italia e nel 1976 si laurea in Architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (I.U.A.V.). Nel 1978 si trasferisce ad Algeri e lavora per l’Ente Statale di Pianificazione Territoriale. Nel 1979 torna a Teheran dove collabora come giornalista all’ANSA e come operatore culturale all’Istituto Italiano di Cultura. Ha svolto numerose ricerche in Italia tra le quali uno studio su La crescita economica e l’urbanizzazione in Iran: A Teheran ha svolto per diversi anni un’intensa attività di traduttore di saggi e libri. F stato tra i principali fondatori dell’Associazione di Amicizia Italia – Iran. Dal 1986 risiede in Italia dove si occupa di questioni relative all’immigrazione e all’intercultura. Attualmente è laureando al Master di Immigrazione e Trasformazioni Sociali presso l’Università di Ca’ Foscari di Venezia. Ricopre vari incarichi nel mondo dell’associazionismo degli immigrati ed è componente di diverse Consulte per l’Immigrazione.
Il libro Mi racconto… Ti racconto contiene 14 interviste per affrontare il tema dell’immigrazione da una prospettiva diversa. Reza Rashidy propone un dover ricordare come la tipicità di sapori, prodotti, musiche, arti sia in fondo non così originale e pura come certi ambienti protezionisti vorrebbero far credere, ma sempre e comunque fusione tra sensibilità, storie e memoria differenti. La parte centrale del volume lascia in parte in un angolo le riflessioni su fenomenologia, significato e conseguenze dell’immigrazione, portando in primo piano la parole dei protagonisti del fenomeno. E le loro narrazioni, accanto ad una brevissima e introduzione ai loro paesi di provenienza, raccontano un’Italia (ma non solo) che molto spesso sfugge all’attenzione, un’Italia nascosta che vive, lavora, suda ma ancora viene relegata in un cantone senza diritti civili. E in assenza di diritti diventa immancabile l’assenza di doveri…
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