Reportage dal Teatro Farinelli: ’Il Piccolo Principe’

6 Ottobre 2012 By

Teatro Figura e Wind Ensemble: mimica e colonna sonora di quella che è una delle favole più belle di tutti i tempi, quella del principe venuto dallo spazio per cogliere il senso della vita. Il teatro Farinelli di Este ha visto nella mattinata del sei ottobre un riempirsi caotico di piccoli della scuola primaria, ma non mancavano nemmeno genitori e interessati: eh sì, è una morale che non ha tempo, un viaggio magico che rapisce come se fossimo sospesi in un sogno. A dare un senso di realtà, un videoproiettore con delle slide ambientate nel deserto e nello spazio, attori che calcano la scena muti impersonando marionette, i fili si tirano e la voce fuoriesce chiara dal lato destro del palco. Sono loro i corpi delle vicende in scena, danno vita a quelle che sono Figure Semplici, che racchiudono i vari tipi di umanità. La musica impregna l’aria e lo spettacolo scivola nella dolcezza delle dune che si muovono al soffio del vento. Molto poetico.
Ma nulla è valso a significare la presenza della grande scrittrice, testimone della strage del popolo armeno: Antonia Arslan era con noi, era con i bambini. Lei sa tante cose, si è fatta portatrice di un dolore lontano nel tempo ma ancora molto vivo: la bambina del libro ’Il cortile dei girasoli parlanti’ è spontanea, conosce il valore delle radici e dell’importanza di conservare la memoria e tocca con mano l’invincibilità dell’amore in un mondo in cui germogliano i semi dell’odio. Soffre il Piccolo Principe, conosce il valore dell’Amicizia: c’è solo una rosa, c’è solo una volpe per lui, l’unicità dell’altro risalta agli occhi.
Uno spettacolo con un fine educativo molto profondo, peccato che le marionette distanziassero: ci volevano persone vive, persone che toccassero con mano i drammi di Saint Exupéry. Ci voleva più Vita. Come quella che stiamo lasciando scorrere senza capirne il senso. Indimenticabile.