Memorie di un nonagenario

17 Dicembre 2012 By

Giuliano Lenci
Posa, all’età di 88 anni, per il catalogo di una celebre marca di jeans. E’ questa l’ultima singolare esperienza che ha visto protagonista il professor Giuliano Lenci, per 25 anni consigliere comunale a Padova.
Pisano di nascita (e lo si capisce dall’accento non appena comincia a parlare), ma padovano da moltissimi anni, è legato a entrambe queste regioni italiane da ricordi, affetti familiari, incontri, vicende storiche e politiche. Gli anni pisani, dell’infanzia, della vita familiare, della prima formazione, degli studi di Medicina alla Scuola Normale di Pisa sono narrati nel libro autobiografico “Memorie pisane”edito nel settembre 2009 e presentato a Padova a Palazzo Moroni. Nella maturazione progressiva della coscienza politica del giovane Giuliano, cresciuto in una famiglia di tradizioni mazziniane, ultimo di cinque fratelli, le relazioni con compagni e docenti universitari, ma soprattutto gli eventi che si susseguono dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 sono fondamentali per la scelta di aderire alla lotta partigiana nel gruppo di combattimento Folgore, scelta che determinerà successivamente la sua militanza politica nel Partito Comunista. Dopo la Liberazione la laurea, ma anche il matrimonio con Antonietta, la moglie con cui ha trascorso sessantadue anni di vita coniugale e che gli ha dato due figli. L’aveva conosciuta giovanissimo negli anni di guerra; nel libro di memorie, pur con il riserbo che caratterizza gli uomini di un tempo e in particolare il professor Lenci, emerge in tutta la sua importanza questo rapporto con la compagna di una vita. Tre anni in Marina come ufficiale medico e poi la professione.
A Padova arriva nel 1955 per lavorare all’Università, dal 1958 è docente e poi primario di pneumologia. Nel contempo continua l’impegno politico e, seguendo gli interessi che le stesse vicende storiche che aveva vissuto avevano incrementato, nella tradizione di cultura umanistica che caratterizzava i medici di un tempo, si dedica agli studi storici. La passione per la storia è stata ereditata da uno dei figli; la tradizione medica della famiglia è stata invece ripresa dalla figlia. Una data importante nella vita di Lenci è quella del 7 giugno 1984, quando è accanto a Enrico Berlinguer durante il suo ultimo comizio in Piazza della Frutta. Gli fornisce la prima assistenza, ma purtroppo, quando Berlinguer viene ricoverato, è troppo tardi.
Dal 1985, per 5 legislature, Lenci è consigliere comunale.
Dalla pensione si dedica con ancora maggior attenzione alla ricerca storica, Numerose sono le pubblicazioni che si affiancano a quelle di carattere scientifico. Da segnalare la straordinaria conoscenza della storia della prima guerra mondiale di cui possiede una eccezionale biblioteca specializzata; a questo interesse e all’amore per la montagna nato negli anni universitari si deve forse l’assidua frequentazione dell’Altopiano di Asiago, dove assieme all’amico Isnenghi teneva conferenze di argomento storico e dove lo incontravo quando anch’io frequentavo quei luoghi. Tra i saggi più noti ricordiamo quello relativo all’Università Castrense, inserita nell’Università di Padova, che durante la Grande Guerra consentì la laurea in Medicina e Chirurgia ad oltre cinquecento studenti sottratti temporaneamente al fronte, molti dei quali persero poi la vita nel proseguimento delle operazioni militari. Innumerevoli sono i suoi contributi alla ricerca storica locale Appassionata la sua azione per la creazione del Museo storico del Risorgimento, di cui è stato promotore e competente curatore. Nel 2009 il sindaco Zanonato gli conferisce il sigillo della Città di Padova.
Sempre attivo nell’Anpi, di cui è stato vicepresidente e della cui presidenza onoraria fa parte, porta nelle scuole la sua testimonianza per la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana. Attualmente è presidente dell’Istituto storico della Resistenza, sempre attivo nell’Anpi, presente negli eventi culturali della città.