Mario Pettoello

10 Ottobre 2012 By

Un tempo erano solo terre perse. Fu la bonifica a trasformarle in terre basse, una vasta pianura attraversata dalla Piave e compresa tra il Sile e la Livenza. Nel sottosuolo l’argilla, la sabbia, la torba si alternano in strati sovrapposti, quasi a descrivere, come per i cerchi che il tempo consegna al tronco d’ogni albero, le trasformazioni intervenute. È all’inizio dell’Ottocento che la Dominante rivolge la propria attenzione alle terre che due secoli prima aveva consegnato alla palude e alla malaria. Quelle stesse terre andavano ora riscattate dalla palude e dalla malaria. Al tempo della seconda bonifica, gli uomini e le donne che giungevano nelle Terre Basse sapevano ben poco di questo luogo. Rare voci, giunte per vie interessate o notizie apprese sulla stampa, ma solo dai pochi che sapevano leggere. Giornali foraggiati da agrari, che volevano incoraggiare la migrazione delle braccia che la bonifica pretendeva, o intrisi dell.orgoglio della Vittoria e del mito della redenzione di una terra bagnata con il sangue della migliore gioventù. 
Mario Pettoello (San Donà di Piave 1942) lasciato il lavoro di bancario, da dieci anni si dedica esclusivamente alla scrittura e alla messa in scena di spettacoli teatrali. Ha pubblicato i volumi: “La Città che conosco”, “Le donne, nella mia città…”, “Donne e uomini lungo la Piave”, “Racconti al femminile” e tre antologie con altri scrittori veneti. “Nelle Terre Basse” è il suo primo romanzo, vincitore del premio “Todaro Faranda” 2010, per la sezione romanzo inedito. Un suo atto unico è stato selezionato e rappresentato al Festival del corto “Mai detto, m’hai detto” di Porto San Giorgio