La ricetta di immortalità

17 Ottobre 2012 By

Indagare il passato, studiare le società che ci hanno preceduto, non è solo affascinante, ma è spesso utile per comprendere il presente. Le parole degli Antichi, se ascoltate con orecchio attento, offrono infatti interessanti stimoli di riflessione che possono illuminare i tempi attuali, aiutandoci a capire come la natura umana resti per molti aspetti invariata, al di là del trascorrere del tempo. In questa prospettiva, autorevoli studiosi condurranno il pubblico alla scoperta di alcuni volumi di recente pubblicazione, in un costante dialogo con gli Autori o i Curatori delle opere presentate.
La ricetta di immortalità è conservata in un papiro greco del III-IV secolo d.C. proveniente da Tebe d’Egitto. Questo testo, affascinante e articolato, descrive il viaggio di un candidato all’immortalità attraverso la struttura del cosmo. La contemplazione del mondo divino culmina nella rivelazione di un supremo dio oracolare ed è seguita da una serie di istruzioni rituali volte ad assicurare il buon esito della pratica. “La ricetta di immortalità” si inserisce nello sviluppo della filosofia ellenistica greco-romana ed è qui per la prima volta restituita al contesto socio-culturale che l’ha prodotta: l’Egitto e la tradizione pitagorica. È probabile che questo documento sia stato elaborato tra il II sec. a.C. e il I d.C, alcuni secoli prima della sua redazione definitiva, e che abbia successivamente attraversato molte scuole di pensiero, contribuendo tra l’altro al mutamento del pitagorismo in neoplatonismo.