La figura di Cristina Campo
9 Gennaio 2012
Il Forum di ateneo per le Politiche e gli studi di genere e l’Università di Padova, in collaborazione con il Comune di Padova, organizzano un percorso formativo sulla storia e la cultura femminile. Coordinatrice dell’iniziativa è la prof.ssa Saveria Chemotti, delegata per la cultura e gli studi di genere.
Cristina Campo, pseudonimo di Vittoria Guerrini, è stata una figura poco considerata e capita dal mondo intellettuale a lei contemporaneo, una solitudine imposta ma per certi versi anche cercata da una scrittrice schiva e solitaria che utilizzava nomi fittizi per le opere pubblicate e di sé amava dire: “Ha scritto poco, e le piacerebbe aver scritto meno”.
La sua produzione letteraria comprende saggi, poesie, corrispondenze ma anche traduzioni filosofiche e letterarie di autori come John Donne,Virginia Woolf ed Emily Dickinson. Il contatto con l’autore tradotto divenne per lei un’esperienza empatica e la scrittura un’incessante ricerca della perfezione e della verità delle cose. A lei si deve anche la conoscenza del pensiero di Simone Weil in Italia.
Un ruolo importante nella sua produzione lo giocarono le fiabe, Cristina Campo ne scrisse e le commentò in diversi saggi: il percorso di vita dei personaggi fiabeschi era per lei assimilabile alla vita degli uomini che affrontano ostacoli e difficoltà per arrivare ad una metamorfosi e ad una nuova considerazione di sé.