La distanza amorosa. Il cinema interroga la psicoanalisi di Rosamaria Salvatore
16 Novembre 2011
François Truffaut, Marco Ferreri, Carl Theodor Dreyer, Michael Haneke, Samuel Beckett: sono i nomi degli artisti di cui parla questo libro proponendo una lettura inedita dei loro film. Un volume supplementare di cinema e psicoanalisi, dunque? Un’ennesima edizione di psicoanalisi applicata al cinema? No; la psicoanalisi si applica solo al sintomo. Al sintomo di un soggetto che soffre nel corpo e nella mente.
Rosamaria Salvatore è professore associato di Storia e critica del cinema presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova. Membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, è docente dell’Istituto freudiano per la Clinica, la Terapia e la Scienza. Ha approfondito gli studi relativi alle interferenze fra psicoanalisi e modelli teorici cinematografici, con particolare riferimento alla Teoria dello sguardo di Lacan. Ha curato la monografia Dossier Schermi psicanalitici («La Valle dell’Eden», n. 15, 2005) e scritto Traiettorie dello sguardo. Il cinema di Philippe Garrel (Il Poligrafo, Padova 2002).