Immigrazione, paura del crimine e i media: ruoli e responsabilità

11 Settembre 2012 By

Aumento della criminalità, terrorismo internazionale, competizione sul mercato del lavoro che aggrava il problema della crisi: per buona parte degli italiani cresce l’allarme sociale dovuto all’immigrazione. Ma tutto ciò è davvero colpa dei migranti, o si tratta piuttosto di una criminalizzazione alimentata anche dai media? Dagli studi effettuati emerge come una larga fetta dell’opinione pubblica italiana sovrastimi la presenza di stranieri sul territorio, e associ automaticamente a questa presenza un pericolo per la sicurezza pubblica dovuto ad attività criminali e terroristiche da parte degli immigrati. Secondo i ricercatori questo allarme è ingiustificato dal punto di vista dei fatti, ed è correlato al modo con cui i media italiani ’raccontano’ l’immigrazione. Il linguaggio utilizzato nelle cronache da giornali e televisioni sarebbe caratterizzato da errori sistematici e rappresentazioni fuorvianti che creano pregiudizi e stereotipi nei confronti di chi arriva nel nostro Paese. I media avrebbero quindi un ruolo chiave e delle responsabilità dirette nel favorire o meno la fiducia reciproca e la convivenza civile tra italiani e stranieri. Al progetto di ricerca, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e guidato da Jeroen Vaes del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova, hanno collaborato anche studiosi dello IUAV di Venezia e dell’Università degli Studi di Trieste. Oltre ai responsabili del progetto parteciperanno al convegno per discuterne i risultati anche Marco Bruno, ricercatore dell’Università di Roma «La Sapienza», Luciano Arcuri, professore dell’Università di Padova ed esperto di comunicazione sociale, oltre ad alcuni esponenti del mondo dei media come Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.