Il cavaliere del sasso della Luna

2 Maggio 2012 By

Come un uccello sopra un filo,/ come un ubriaco in un coro di mezzanotte,/ ho provato a mio modo a essere libero.
Si apre con un inciso il racconto di Carlo Croce, la cadenza lenta, neutrale della voce, ci rivela una dimensione atemporale, astratta: «Sta per succedervi qualcosa di simile a quello che capitò a una certa Alice quando varcò una porticina e si ritrovò nel Paese delle Meraviglie». Siamo di fronte a un linguaggio onirico, tipico del sogno, e a quel sentimento visionario che è lo stupore con cui Croce, in questa sua opera, nomina il mondo.