Dacia Maraini alla Fiera delle Parole
12 Ottobre 2012
Mercoledì 10 ottobre.
Dacia Maraini entra in una sala piena – quella del Palazzo della Ragione, alle sue spalle il modello del cavallo di Donatello, il soffitto e le pareti riccamente affrescate, un megaschermo a lato che permette di guardarla negli occhi – la maggioranza dei presenti è composta da donne, quelle stesse donne che la grande scrittrice, candidata più volte al premio Nobel per la letteratura, si è proposta di difendere.
La accompagna Alisa Del Re, attualmente responsabile della Scuola di Politica delle donne di Venezia e docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, la quale introduce il pubblico alla scoperta dell’ultimo romanzo della Maraini, ’L’amore rubato’.
Alla base del titolo, un ossimoro: il principio dell’amore è ’dare’, da qui ha origine un dibattito che vede protagoniste donne vittime di violenze: Dacia Maraini non esita a tirare fuori dal suo cappello magico casi di cronaca esaltante e a denunciarne il paradosso. Madri che colpevolizzano le vittime dei figli stupratori, uomini che puntano su una psicologia ’complice’ per far propri i deboli e non dare loro la possibilità di ribellarsi – il padre alla figlia violentata ’Tu sei la mia sposa segreta’ – culture che non riconoscono il valore della donna, a partire dalla legge stessa che non tutela le vittime di stupri, la cui parola, in mancanza di testimoni equivale a quella degli stupratori, carabinieri che raccolgono denunce ma non sanno intervenire e molti altri casi. Le storie scorrono con naturalezza nella voce della Maraini che anche in questo caso si conferma come la ’scrittrice delle donne’ e conservano un insegnamento importante: mai rinunciare a se stesse, l’uomo è capace di forme di violenza sottili e inimmaginabili, sta alla donna difendere la propria autonomia e libertà. E’ ora di finirla con il possesso – se io ti amo, vuol dire che sei mia – amore è libertà, non il contrario. A conclusione, numerosi interventi del pubblico: orgogliose di dire la loro, le donne hanno parlato, si sono espresse. Il più bell’intervento letterario a cui abbia assistito, è stato molto edificante.
Questo è possibile solo alla Fiera delle parole, un palcoscenico di voci forti.