Corsa dei cavalli

26 Agosto 2012 By

Dieci fantini, cavalcando ’a pelo’, cioè senza sella, portano alla sfida i colori dei 10 Comuni: tra il verde del vallo medioevale e il rosso dei mattoni delle mura e dei castelli. La sfida avviene, all’inizio, tra due gruppi di cinque cavalli ciascuno, sorteggiati nella Cerimonia del Giuramento: solo i primi tre di ogni gruppo disputeranno il Palio vero e proprio. Ciascun Comune accompagna il proprio fantino con una rappresentanza: dopo il Gonfalone, scortato dal Capitano e dagli Armigeri, vengono le Dame e i Notabili del Comune più un gruppo caratteristico di figuranti; chiudono il corteo i Tamburini e gli Sbandieratori. E’ una corsa difficilissima in un percorso che ricorda il Circo Massimo romano: due rettilinei ai limiti dei quali vi sono due secche curve a U, dove l’abilità dei fantini viene messa a dura prova. Nell’intervallo tra le prime due corse del Palio si svolge la ’Gara dei Gonfaloni’. La corsa dei Gonfalonieri dei 10 Comuni si svolge sullo stesso percorso dei cavalli: una prova terribili, una fatica immane, che vede gli uomini correre per circa 700 metri innalzando i gonfaloni come vele al vento. Ciascun Gonfalone misura cm 80 per 1,60 meri, cui si deve aggiungere il peso dell’asta che lo sostiene. Subito dopo i gonfaloni e un breve spettacolo degli Sbandieratori, entrano nuovamente in scena i Cavalli nella più desiderata e spettacolare delle gare: la corsa del Palio. Subito dopo i gonfaloni e un breve spettacolo degli Sbandieratori, entrano nuovamente in scena i Cavalli nella più desiderata e spettacolare delle gare: la corsa del Palio. Sono sei i cavalli partecipanti, i migliori. Ad essi sono affidate tutte le speranze ed i propositi di un anno. La corsa parte, terribile e solenne come deve essere un avvenimento unico e decisivo: tre giri del campo, sei curve, risicando lo steccato e i termini del regolamento. Una corsa con il cuore in gola, un attimo che dura un anno, la gara che proclamerà il vincitore e i vinti. Al primo andrà il mantello scarlatto ornato dall’opera di un grande maestro della pittura contemporanea; al secondo un gallo e al terzo un melone.