Come non farsi bocciare a scuola
6 Giugno 2012
Per quelli che si siedono nell’ ultimo banco, potrebbero fare di più ma non si applicano e a fine anno si trovano rispediti al mittente finalmente c’ è un manuale di istruzioni, che punta dritto all’ obiettivo: ’Come non farsi bocciare a scuola’. Lo hanno scritto uno psicoterapeuta, Matteo Rampin, e un’ insegnante, Farida Monduzzi, ma a essere nuovo è soprattutto il pubblico al quale è diretto: gli inguaribili somari, i ragazzi convinti di non farcela, quelli che alla vista del tavolo con i libri rischiano lo svenimento. Le vere mosse strategiche arrivano in aula: organizzare il proprio tempo in modo da averne poco (45 minuti per materia, eventualmente da ripetere, sono la giusta misura per restare concentrati), fissare un orario preciso oltre il quale studiare è vietato (un trucco efficace per non rinviare l’ inizio), mantenere l’ abitudine di prendere appunti a mano, imparare a sorridere al prof, che nonostante tutto è un essere umano, e ad alzare la mano senza avere paura di dire «scusi, non ho capito». E ancora: sedersi il più avanti possibile, evitare imbrogli come gli appunti sul cellulare (che ormai gli insegnanti conoscono) e servirsi al massimo di un ’portafortuna’ come una formula incisa sulla gomma. E poi: stare alla larga dai metodi per l’ apprendimento veloce (dal vecchio Bignami ai moderni cd da ascoltare nel sonno), imparare a ingannare la noia passando da una materia all’ altra quando la capacità di andare avanti si è esaurita. La novità, tuttavia, è soprattutto in un approccio che tiene conto del modo di pensare, agire e scrivere degli adolescenti di oggi, e ripropone la scuola come servizio: non solo perché, ricordano Rampin e Monduzzi, siete voi che contribuite a pagare lo stipendio del prof», ma anche perché è bene (re)imparare a considerare il liceo come una formidabile palestra. (VERA SCHIAVAZZI)