’Come foglie portate dal vento’ di Emiliano Grisostolo
26 Gennaio 2012
Con questo suo nuovo lavoro, l’autore ci accompagna per mano all’interno di una famiglia normale, nella vita di un padre, scrittore, che dedica molto del suo tempo al lavoro, trascurando per necessità quelli che sono i cardini principali della sua vita, il figlio e una moglie. Proprio questa si sente allontanata, e con violenza decide di compiere l’unico atto che sconvolgerà la realtà del protagonista. Ma è anche la storia di un uomo che sa come trovare i bambini, e lo fa spesso per vie che si potrebbero definire border line. Forse l’unico uomo in grado di aiutare il protagonista nella struggente ricerca di una parte di sé, rapita da quella che un tempo era stata sua moglie. Come molti dei lavori precedenti di Grisostolo, anche in questo caso si tratta di un romanzo d’intrattenimento ma prima di tutto di riflessione, scritto con una tecnica cinematografica, e pensato per il cinema. Una storia potenzialmente reale, che potrebbe accadere a chiunque in ogni momento della propria esistenza. Casi che si avvicinano alla storia narrata, in questi anni, sono molti, spesso mai trattati e diffusi, ma quando questo accade, i drammi raccontati dai media internazionali ti gettano in un vortice che sembra distante e senza appigli. Assurdo, ma reale. Un mondo vero che fa paura quando viene descritto nella sua crudezza, quando ti viene buttato in faccia come acqua gelida, ti schiaffeggia e ti fa male nella sua semplice crudeltà. Ti scava dentro riportando in superficie quella sensibilità sopita e dimenticata, ti costringe a riflettere, e quando lo fai ricordi che la vita non è altro che un passaggio in una landa che deve essere vissuto con i propri cari. Ti accorgi così che le persone non sempre sono come sembrano, e che altre potrebbero essere prede troppo deboli, proprio come Come foglie portate dal vento. Un racconto che servirà a farvi aprire gli occhi in un tempo in cui tutto sembra non doverci mai sfiorare.