Venezia e i leoni di Atene
20 Aprile 2012Il 26 settembre 1687 una bomba scagliata dalle truppe al comando del veneziani Francesco Morosini fa saltare in Aria il Partenone. Il tempio, arrivato quasi intatto dall’epoca di Pericle, diventa una rovina. Comincia da subito la consuetudine del souvenir: lo stesso Morosini prova a togliere una parte – la più bella – del frontone di Fidia, ma le sculture rovinano a terra finendo in pezzi. Il capitano generale da mar “ripiega” allora sui leoni. Ne porta a Venezia tre, quello del Pireo e due che si trovavano ad Atene. Le statue, assieme a una quarta che arriverà dopo l’assedio di Corfù del 1716, ornano la porta di terra dell’Arsenale. Venezia è oggi una delle pochissime città italiane ad avere originali greci “a vista”. Si spiegherà come si è giunti a bombardare l’Acropoli, nonché l’ubicazione e la funzione che avevano i leoni dell’Arsenale.
Antonella Sacconi, fiorentina, si è laureata in archeologia greca con tesi su “L’avventura archeologica di Francesco Morosini ad Atene”. Si è interessata ai rapporti tra le antichità greche e Venezia pubblicando articoli su “I leoni dell’Arsenale di Venezia”.
Alessandro Marzo Magno, veneziano, laureato in storia, giornalista, ha pubblicato il libro Atene 1687. Venezia, i turchi e la distruzione del Partenone nel quale ha ripercorso le vicende che hanno portato al bombardamento dell’Acropoli da parte dei veneziani.