’Donne a NordEst’: la dignità e la fatica del lavoro femminile dal 1890 al 1970

26 Aprile 2012 By

Solitudine ed emarginazione delle operaie-contadine-mogli-madri del Veneto affamato e poi del Veneto arricchito, ma anche di quella Provincia che fino a ieri era la “locomotiva” del NordEst, che spesso ha svilito e continua a svilire carriere e talenti femminili; sono solo alcuni dei temi a cui è dedicata la mostra.

Per spiegare meglio significati e contenuti di questa galleria di immagini che ritraggono donne al lavoro, la mostra si aprirà con un convegno alla Fondazione Benetton sabato 5 maggio (inizio ore 10).  Dopo i saluti di Domenico Riposati Presidente del Rotary Club Treviso, prenderà la parola il presidente dell’Ateneo di Treviso, Gian Domenico Mazzocato che presenterà la sua “Storia da riscrivere”; seguirà l’intervento di Ferruccio Bresolin (ordinario di economia politica all’ Università Ca’ Foscari di Venezia) che fornirà la propria “Lettura al femminile dello sviluppo economico del Veneto”,quindi lo storico Ernesto Brunetta parlerà di “Donne di campagna”. Chiuderà i lavori la storica Isabella Gianelloni che introdurrà la mostra, che sarà poi inaugurata alle ore 12.
Il presidente del Rotary Club Treviso, Domenico Riposati sottolinea: “Il viaggio che si propone al visitatore della mostra fotografica allestita grazie all’archivio documentale del F.A.S.T. vuole aiutare a comprendere il lavoro svolto complessivamente dalle donne in vari ambiti produttivi e nell’assunzione di loro diversi ruoli, per arrivare a comprendere i mutamenti e le conquiste sociali”. Ma, soprattutto, afferma ancora Riposati, il Rotary vuole “riflettere e far riflettere sui cambiamenti rispetto ai livelli ed ai modi di partecipazione al lavoro delle donne, anche rilevando che la divisione sessuale nel lavoro è ancora presente nella nostra società, il che non è un felice indicatore del grado di emancipazione femminile”.
Nel ricco catalogo della mostra realizzato da Rotary Club Treviso, Gian Domenico Mazzocato afferma che la mostra è “un contributo alla restituzione. Alla grande bellezza morale, alla magistralità, alla fertilità di un mondo pensato al femminile”. Una proposta che, specifica ancora Mazzocato, “Vogliamo che sia stimolo a una riflessione e a una rivisitazione senza enfasi e retorica del nostro passato. Abbiamo la consapevolezza della forza che da questa proposta discende e la porgiamo a quanti vorranno e sapranno fruirne”. Infatti, come specifica Ferruccio Bresolin nell’articolata analisi che correda il catalogo della mostra (anche questo realizzato da Rotary Club Treviso): “Le donne sono ormai ai vertici per istruzioni, competenze e direi anche capacità manageriali, eppure la loro presenza nell’economia non solo non è adeguata alle loro potenzialità, ma paradossalmente appare in calo, sia ai vertici delle organizzazioni produttive, sia come partecipazione al mondo del lavoro. Le donne in Veneto, come del resto in Italia, e in Europa, sono più istruite degli uomini e denotano un più alto tasso di laureati, rispetto ai maschi. Per effetto della crisi, le prime ad essere licenziate sono le donne, per cui la loro condizione nel mercato del lavoro è peggiorata nell’ultimo triennio. Scende il tasso di attività femminile mentre aumenta il sovraccarico di lavoro familiare, sia per il venir meno di molti servizi offerti dalle strutture pubbliche a seguito del patto di stabilità, sia per l’aumentato livello di separazioni e divorzi. Ad aggravare la situazione sono i recenti dati sul potere d’acquisto dei salari che spesso impone a molte madri la rinuncia a posti di lavoro poco remunerativo a seguito di un calcolo di “costo-opportunità”. Appare paradossale, perciò, come nell’economia della conoscenza, nel pieno di una crisi che, esigerebbe un salto di qualità, nel senso di valorizzare competenze e capacità, troviamo invece questa componente della nostra società, capace e preparata, ritornare a livelli di emarginazione paragonabili a quelli di trent’anni fa”. .