Il menu’ di natale in tempo di crisi

23 Dicembre 2011 By Valentina

In tempo di crisi le prenotazioni del menù di Natale e del cenone di Capodanno vanno un po’ a rilento ma i ristoratori sperano nell’accelerata finale di queste ultime ore. Sono queste le “proiezioni” registrate dall’ufficio studi dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova che ha interpellato telefonicamente alcune decine di “ristoratori-sentinella” sparsi in tutto il territorio provinciale di Padova.
Nei locali più “gettonati”, che talvolta corrispondono a quelli di fascia medio-alta, si registra però qualche “tutto esaurito”, segnale che i padovani hanno forse tirato un po’ la cinghia nei mesi scorsi, ma alla fine hanno invece deciso di regalarsi un pranzo di Natale coi fiocchi e soprattutto all’insegna della tradizione.
La maggioranza dei ristoranti propone, infatti, per questo importante giorno di festa il classico menù fatto, ad esempio, di tortellini in brodo o risotti, seguiti dai bolliti con le salse (dal cren alla pearà), arrosti o spiedi di carne. Senza però disdegnare le proposte più ricercate a base di pesce. Dai menù improntati all’uso di prodotti del territorio si passa a quelli a base di ingredienti fantasiosi che richiamano alla mente altre non meno invitanti tradizioni di altri paesi. E come degna conclusione il dolce: perde fascino il classico panettone, che molti ristoratori rielaborano per renderlo più sfizioso. Il pranzo della tradizione chiama in tavola, dunque, i migliori emblemi gastronomici del padovano e di una ristorazione che in questi ultimi anni, al pari dell’enologia degli Euganei e delle altre DOC patavine, ha fatto decisi passi in avanti grazie anche ai corsi formativi proposti dall’APPE. Offrendo un’enogastronomia qualitativa tale da rendere difficile la scelta. Che diventa più semplice andando a leggere menù per menù, cliccando il sito internet www.gustarepadova.it.
Portale che permette di far “assaporare” ai padovani ed ai turisti tutte le novità enogastronomiche in tempo reale, ottenendo informazioni dettagliate per ogni locale. Insomma niente di meglio per poter valutare e scegliere il luogo più adatto ai propri gusti, grazie all’APPE che mette a disposizione questa guida elettronica, di anno in anno sempre più consultata
. Sul “portale del gusto” dell’APPE vengono visualizzate una cinquantina di offerte, corredate dalle più diverse “combinazioni” gastronomiche, molte appetitose e stuzzicanti, altre gustose e raffinate, nel maggior numero dei casi economicamente abbordabili (27/35 euro), anche se non mancano quelle di fascia “top” (60-90 euro). Da registrare che i prezzi sono assolutamente in linea con quelli dell’anno passato: gran parte degli esercenti non ha alzato di un centesimo il costo del pranzo fuori casa. Addirittura parecchi ristoranti, consapevoli che le capacità di spesa dei consumatori sono diminuite, hanno abbassato i prezzi rispetto all’anno scorso. Tra i ristoratori c’è chi effettua sconti sulle prenotazioni in anticipo, ma c’è anche chi si spinge a proporre prezzi dimezzati per i ragazzi entro i dieci/dodici anni, fino ad arrivare alla gratuità se il piccolo ha meno di tre anni. «Da parte nostra – ha commentato il Presidente APPE, Erminio Alajmo – cerchiamo di fare del nostro meglio per far pesare il meno possibile il clima difficile ai nostri clienti. Il Natale è uno dei momenti in cui il valore del cibo assume una rilevanza maggiore rispetto ad altre situazioni».