Cancro e Famiglia: relazioni tra parole e silenzi
5 Ottobre 2012
La prima sessione dei lavori, il 4 ottobre, nell’Aula Magna dell’Istituto Oncologico Veneto, dedicata al tema ’Cancro e Famiglia: Relazioni tra parole e silenzi’.
’Il cancro – spiega la dottoressa Eleonora Capovilla, responsabile del servizio di Psiconcologia dello IOV – ha un effetto destabilizzante su tutto l’ambiente che circonda il paziente e provoca, soprattutto nella famiglia, un cambiamento che obbliga ad una riorganizzazione globale dei ruoli e delle relazioni interne. I familiari, infatti, sono i soggetti più partecipi al dramma dei malati oncologici ed il quadro diventa ancora più intenso quando si arriva alla fase terminale. Essi diventano ’caregivers’, ossia portatori di cure, anche se, talvolta, non sono preparati a ricoprire questo ruolo, e per questo essi stessi necessitano di essere adeguatamente sostenuti.’ Relatore internazionale d’eccezione nel corso delle due giornate di studio, Lea Baider, professoressa di Psicologia Medica e Direttore della Unità di Psiconcologia presso l’Hadassah University Hospital di Jerusalem (Israele). Venerdì 5 ottobre, nel corso del Workshop Cancer in the family: the trajectory of illness. An International approach, la Baider proporrà una serie di esercizi esperienziali volti a migliorare le abilità professionali nell’applicazione di diverse tecniche di intervento con i pazienti e le famiglie. Il cancro irrompe nella vita familiare, oltre che in quella dei singoli individui, alterandone significativamente l’equilibrio e compromettendo il piano fisico, psico-emozionale e sociale. La malattia, nella sua inscindibile globalità, è influenzata in modo rilevante da dinamiche ed esperienze psicologiche spesso sottovalutate o non sufficientemente note. E la mancata considerazione degli aspetti psicoemozionali rischia di amplificare sentimenti di disagio, solitudine e dolore non solo del malato e della sua famiglia ma anche dell’équipe assistenziale.