Porto il velo adoro i Queen
28 Marzo 2017Un evento speciale in collaborazione con Kairos Donna Cinema, con la proiezione del docu-film “Porto il velo adoro i Queen”, di Luisa Porrino. La Regista sarà presente in sala, e al termine della proiezione dialogherà con Elisabetta Marchiori psichiatra e psicoanalista SPI, Daniela Lagrasta Psicoanalista SPI, Maria Vittoria Miotti psichiatra psicoterapeuta, e con il pubblico.
La quotidianità e le parole di tre giovani donne musulmane fanno luce sui pregiudizi e gli stereotipi che ostacolano la comprensione di un mondo sfaccettato: l’Islam. Sumaya (blogger, prima musulmana eletta Consigliere al Comune di Milano), Takoua (romana, autrice di fumetti e graphic novel), e Batul (medico psichiatra di Trento), affrontano i temi che da anni infiammano il dibattito sulle relazioni tra il mondo musulmano e quello occidentale, a partire dall’incerto esito delle Primavere Arabe, fino al crescente sentimento islamofobo. Le loro voci e i loro volti aprono l’orizzonte verso le terre d’origine per tornare sul “qui e ora” della loro vita in Italia, sul loro essere le persone che sono diventate.
LE PROTAGONISTE
Batul Hanife
Batul è medico psichiatra, di origine siriana. I genitori sono arrivati in Italia per studio e hanno deciso di formarci una famiglia. Batul è nata a Trento. Dopo la maturità ha studiato a Padova e a Verona dove si è laureata in medicina e specializzata in psichiatria. Si è dedicata a studi specialistici in etnopsichiatria. Abita e lavora a Bolzano. E’ la prima donna italiana musulmana psichiatra. Ha una passione per i viaggi, i libri ed il buon cibo. Il suo supereroe preferito è Batman.
Sumaya Abdel Qader
Sumaya è nativa di Perugia, vive a Milano da quasi 18 anni. Si è laureata in Biologia e mediazione linguistica e culturale alla Statale di Milano, e in Sociologia magistrale a Milano Bicocca. Mamma di tre figli e sposata con Abdallah, odontoiatra. La sua famiglia è originaria della Palestina; quella del marito della Siria. E’ una scrittrice impegnata nella comprensione dei processi culturali. Coordina un progetto per il CAIM, “Progetto Aisha”, per contrastare la violenza e la discriminazione contro le donne, in particolare musulmane. E’ blogger, collabora con alcuni giornali ed è tra i membri fondatori dell’associazione Giovani Musulmani Italiani.
Takoua Ben Mohamed
Ha ventidue anni, e vive a Roma da quando ne aveva otto. Il padre, poco dopo la sua nascita, è stato costretto a fuggire dalla Tunisia e rifugiarsi in Italia a causa di una persecuzione politica. La madre, Takoua ed altri sei tra fratelli e sorelle, sono rimasti in patria, e per sette lunghi anni hanno atteso il ricongiungimento familiare. Takoua ricorda il giorno in cui, per la prima volta, ha visto suo padre, come il più bello della sua vita. Takoua vive a Roma e studia all’Accademia di Animazione di Firenze. Il suo sogno è disegnare cartoni animati. È autrice di graphic novel ispirate alla Primavera araba e al tema dell’integrazione.