Molto forte, incredibilmente vicino. Per la rassegna Cinema sotto le stelle

26 Giugno 2012 By Alessandra

E’ passato del tempo dal “giorno piu brutto”, ma Oskar Schell non si dà pace. Suo padre lo ha lasciato con una missione incompiuta, con molte domande e una sola certezza: non deve smettere di cercare. Quando, nell’armadio del genitore, trova una chiave e un nome, Black, Oskar trova con essa anche la spinta e l’alibi che gli mancavano. Incontrare tutti i 472 Black di New York City per testare le loro serrature diventa per il bambino un modo di coltivare il sogno che quella chiave possa schiudergli un ultimo messaggio del padre e una maniera di scappare ancora il più a lungo possibile dall’evidenza.“Cosa ti manca di piu di lui?”, chiede Oskar alla madre. “La sua voce”, risponde lei. E anche a lui mancano più che mai le parole del padre, vere e proprie istruzioni per l’uso della vita, e non a caso è ad un nome che si aggrappa e sempre non a caso è a un’occasione di dialogo persa per sempre che non si rassegna. E poi c’e l’inquilino, per il quale le parole ad alta voce non si possono più pronunciare, non dopo quello che è accaduto a Dresda, ma al quale la scrittura consente comunque di continuare a vivere.