La bicicletta verde
28 Agosto 2013
Haifaa Al Mansour ha dichiarato: ’ Sono fiera di aver girato il primo lungometraggio mai filmato interamente nel Regno Saudita. Ci sono nel Paese molte ragazzine come Wadjda, che hanno grandi sogni, forti personalità e tanto potenziale: loro possono rimodellare e ridefinire la nostra nazione, e penso che lo faranno(…) Spero che il film parli del tema universale di speranza e perseveranza col quale possono relazionarsi persone di ogni cultura’.
Consistenti, incisivi, seri sono i meriti del film riguardo allo svolgimento narrativo, alla esemplare distribuzione di dialoghi e azione, alla misurata descrizione della dialettica drammatica. L’occhio della regista guarda con delicatezza e sagacia lo svolgersi della vita quotidiana a Riyadh, dove l’incontro/scontro tra le regole imposte dal Corano e la modernità ai confini vive momenti difficili, in bilico tra emozioni, rinunce, dolori. Wadjda è una ragazzina che ha un grande sogno: poter comprare la bicicletta verde che fa capolino dalla vetrina del negozio di giocattoli davanti al quale passa tutti i giorni; ma alle ragazze è proibito andare in bicicletta… Wadjda fatica ad adattarsi a regole difficili da seguire, eppure ha fiducia nella vita, nell’amicizia, nel reciproco scambio di affetti. Escogiterà un piano per trovare il denaro necessario a comprarla.