L’esorcismo di Emily Rose
13 Gennaio 2012
A metà tra il legal-thriller e l’horror metafisico, il film di Derrickson ci mostra il processo dello Stato contro padre Moore, accusato di aver indotto Emily Rose alla morte: il prete l’avrebbe spinta ad abbandonare la cura medica prescrittale a rimedio di una supposta patologia psicotico-epilettica, per sottoporla ad un tentativo di esorcismo perché Emily avrebbe sofferto in realtà di possessione di sei demoni.
Tra continui flashback e le udienze in aula, scopriamo una realtà difficile da credere, ma impossibile da negare del tutto.
La pellicola si ispira ad una vicenda realmente accaduta nel 1976 ad una ragazza tedesca, Anneliese Michel, morta in seguito ad un esorcismo. La parte più strettamente horror funziona, e il merito è in gran parte della scelta registica dichiarata di non volersi affidare ad effetti speciali che andassero oltre i limiti del possibile. Membra contorte, dunque, pupille dilatate e mandibole lussate, ma anche senza ali nere o eserciti di demoni, il senso di inquietudine dei personaggi coinvolti oltrepassa lo schermo, come pure il dubbio se ciò che è narrato sia davvero manifestazione del soprannaturale o solo una malattia mentale sfociata in tragedia.
Cose incerte, che forse non hanno una ragione, come un orologio che si ferma alle tre in punto della notte.