La diaspora armena
27 Settembre 2012
Una caratteristica di Istanbul, e della vecchia Costantinopoli, è la numerosa popolazione di cani randagi. Nel 1910, epoca di modernizzazione, si decise di deportarne 30.000 abbandonandoli al loro destino su di una isola deserta. Chiaro confronto con quello che sarebbe accaduto alcuni anni dopo alla popolazione armena della Turchia. Il film è stato definito un piccolo gioiello dal “Nouvel Observateur” e dalla rivista di cinema “Le Cahiers du Cinéma” un risultato formalmente esemplare . L’associazione audiovisiva armena di Parigi presenta 4 cortometraggi di Jacques Kebedian. Da un viaggio attraverso vecchie cartoline che propongono la visione dell’Armenia alla vigilia del genocidio del1915 alle cronache domestiche della famiglia dell’artista, dalla attività di una pittrice, alla ricostruzione di un mondo semplice, in parte irrimediabilmente perduto, il regista ci fa assaporare con tenerezza e sensibilità, quello che si intende come armenità. La serata sarà arricchita dalla presenza della scrittrice e saggista Antonia Arslan che da anni con scritti e interventi ripercorre la storia del popolo armeno e tiene vivo il ricordo della tragedia del genocidio non ancora da tutti riconosciuto. Introduce Sirio Luginbühl.