Il bidone

14 Agosto 2012 By

Roma Augusto, anziano bidonista che sente la miseria e l’abiezione del suo mestiere truffaldino, cerca di bidonare i suoi nuovi compari che, dopo averlo pestato, lo abbandonano moribondo su una scarpata. Dopo I vitelloni e La strada, Fellini ne riprende molti motivi tematici (solitudine, bisogno di comunicazione e di amore, desiderio di salvazione, la Grazia) e stilistici (passeggiate notturne, giostre di periferia, paesaggi dell’Appennino) che si ritrovano anche nel successivo Le notti di Cabiria. È il più cupo e disperato di quest’ideale trilogia, e il meno riuscito a livello strutturale per un’incertezza tra il racconto di ambiente picaresco e la concentrazione drammatica su Augusto che punta sul tragico e scivola nel patetico. Memorabili almeno due sequenze: la festa di Capodanno nella casa del bidonista ricco e la truffa a danno dei baraccati, coincisa e feroce quanto l’altra è insistita e sarcastica. Scritto con E. Flaiano e T. Pinelli. Fotografia di O. Martelli, musica (poca) di N. Rota. Dopo le sfavorevoli accoglienze alla Mostra di Venezia, Fellini lo rimontò con M. Serandrei, riducendolo di 20’ e mutandone radicalmente il ritmo. Restaurato dalla Cineteca di Bologna nel 2002 in una versione quasi identica a quella “veneziana”. In caso di pioggia la proiezione sarà rinviata alla serata successiva.