Doris Ortiz
29 Giugno 2012
Doris Ortiz – Italia, 2011, 20’ Nella notte la città è sconvolta dalla scia di sangue che il Ministro, all’inseguimento di due clown surreali, lascia dietro di sé. Il politico ha perso ogni contatto con la realtà e la sua corsa delirante terminerà in una zona industriale semideserta dove la pregiudicata Doris Ortiz gestisce un piccolo bar. La donna s’innamorerà fatalmente di lui. All’alba una telecamera di sicurezza svelerà alla Nazione l’epilogo della folle vicenda… “La trama di “Doris Ortiz”, semplice e d’azione, è una breve metafora queer, una caricatura manga, sulle paure irrazionali, sui pregiudizi quasi paranoici di coloro che si accaniscono contro le diversità altrui, di qualunque genere esse siano. Il filmlook vintage dell’intero lavoro è un personale omaggio ai b-movie splatter anni ’80: film sgangherati, spesso sottovalutati, ma incredibilmente geniali.”
Schuberth. L’atelier della dolce vita – Italia, 2011, 37’ La dolce vita è stata inventata da Federico Fellini, raccontata da Ennio Flaiano e vestita da Emilio Federico Schuberth, il sarto delle “divee delle regine”. Nel suo sfavillante atelier di via Condotti s’incontravano tutti i protagonisti del jet-set internazionale, dell’alta società romana e di quella Hollywood sul Tevere che proprio tra la metà degli anni 50 e dei 60 viveva la sua stagione più intensa e frenetica: Da Sophia Loren a Gina Lollobrigida, da Soraya a Martine Carole, tutte affascinate da quello stile unico, eclatante e femminil e al punto che in molte, all’eoica, scrivevano sull’invito di nozze …La sposa indosserà un abito di Schuberth! Personaggio eccentrico, abile propagandista della propria immagine eccessiva, Schuberth erariuscito a fondare uno stile italiano insieme alle sorelle Fontana e alla maison Gattinoni che si staccava finalmente dall’egemonia parigina. Eppure, alla sua morte, nel 1972, il suo magico atelier ne seguì in breve la sorte. Una parabola fulgida ma veloce, inconsueta nel mondo della moda dove una griffe lasciasempre alcuni eredi. Un caso unico nella storia della moda italiana che, fin dal 1951, durante la prima, storica sfilata alla Sala Bianca di Palazzo Pitti, Schuberth ha fortemente contribuito a creare. Per raccontarla, attraverso 20 interviste (da Sophia Loren a Pierra Cardin, da Carlo Rossella ad Adele Cambria e Christian De Sica) e un fiume di immagini d’epoca meravigliose, i testimoni dell’epoca e i giovani che di Emilio Schuberth hanno imparato la grande lezione di stile e d’immagine.