11 settembre 1683
2 Dicembre 2013Non un cinema, ma una sala da 120 posti. Non un convegno, ma la proiezione di un film ad ingresso libero.
Il progetto nasce quest’anno senza sponsor o finanziamenti, ma dall’idea di singole persone e realizzato tramite il progetto MR&L (Movie, Reason & Love), un nome che rappresenta proprio l’idea di questo nuovo progetto: la possibilità di poter guardare insieme dei film (Movie), per analizzare, conoscere e capire (Reason) e arrivare a pensare con amore, agire con amore per cercare sempre il bene (Love).
Perchè oggi, storia, mondo, società, religione, l’uomo stesso, vengono raccontate ed interpretate attraverso nuovi strumenti. Uno dei più importanti e condizionanti è la cinematografia. Molte volte, purtroppo, l’influenza che può avere un film viene sottovalutata e presa con leggerezza, per questo abbiamo sentito l’esigenza di approfondire in maniera critica e costruttiva questo tipo di comunicazione, creando questo progetto che vuole presentare una nuova idea di cineforum, dove amore e ragione possano fondersi insieme.
Per questo il progetto si fonda anche su un’altra parola: coraggio. Coraggio di trattare argomenti scomodi, a volte non popolari, quelli che ti fanno riflettere, lavorare su te stesso mettendoti di fronte alla “fatica” e non al “tutto facile”. Facili guadagni, facili amori, facili illusioni. E’ il coraggio di sperare in qualcosa di più.
Proprio per questi motivi oggi si proietta per il pubblico il film 11 settembre 1683 di Renzo Martinelli, un’idea di cinema in linea con quella fondante di questo progetto, a partire dalla sua frase: “Cercare la verità, rievocare la verità e comunicarla. Questo è il dovere di ogni intellettuale che vive con onestà il proprio tempo. Questo è il dovere di ogni regista che vive con onestà il proprio tempo.”
La trama del film 11 settembre 1683 racconta di trecentomila guerrieri chiamati da ogni angolo dell’Impero Ottomano che tengono Vienna sotto assedio. Sono comandati dal Gran Visir Kara Mustafa, al quale il Sultano di Istanbul ha affidato il vessillo del Profeta: lo stendardo verde che la tradizione rivendica essere appartenuta al Profeta Maometto in persona. Lo scopo della loro aggressione è di issare quella bandiera su tutte le capitali d’Europa. Nonostante due mesi di resistenza eroica, il destino di Vienna sembra segnato: colpi di cannone dell’esercito turco hanno fatto breccia nelle mura in diversi punti, aprendo la via per una rapida incursione della cavalleria tartara affiancata ai giannizzeri del Visir. L’11 settembre – alle prime luci dell’alba – un monaco cappuccino tiene messa in cima alla collina che sovrasta la città. Poi, con un ultimo appassionato sermone, incita le truppe cristiane. Il suo nome è Marco da Aviano, nato in Friuli nel 1631 da una nobile stirpe, consigliere e guida spirituale dell’Imperatore Asburgico Leopoldo I. La battaglia tra i due eserciti opposti si trascina fino al tramonto, con risultati alterni per le due parti, in un gioco strategico di avanzate e ritirate.